venerdì 13 gennaio 2017

Antisessismo, una pagina sessista

Vado su facebook e mi vedo questa fantastica infografica in bacheca.


Sono sarcastica ovviamente.

Sorpresa da questa infografica piuttosto improbabile che vedo condivisa da contatti non sessisti il mio senso della bufala pizzica e decido di andare a vedere le fonti, in particolare perchè mi colpisce il dato fantasmagorico di un perfetto 50 e 50 di violenze domestiche e stupri diviso per i due generi maschio/femmina.
Un po' come se acido buttato in faccia, fatto ingoiare, omicidi-suicidi, coltellate di "troppo amore", o immersioni nella benzina con cerino acceso fossero ogni giorno divisi equamente fra uomini e donne, ma anche stupri per strada, o in casa, o le violenze domestiche fossero divise equamente in un perfetto 50 e 50 che ha del surreale.

Insomma visto questo vado a vedere la fonte che poi si rivela essere lo stesso sito della pagina che lo ha pubblicato che si chiama (e qui viene da piangere) Antisessismo che poi cita delle ipotetiche numerose ricerche fatte in diversi paesi (???) poi corregge dicendo che sono da Fiebert, non citando però il fatto che è vero che sono state effettuate ricerche da questo autore, che hanno dato questo risultato ma che in effetti non solo lo studio ha ricevuto numerose critiche sia per il sistema di verifica, sia per la non specificazione della differenza tra le violenze dei due generi ma che lo stesso autore ha poi ridefinito in parte le sue affermazioni. 

In merito a questo infatti, lo stesso Fiebert successivamente alla ricerca, alle critiche mosse e alle richieste e al programmare azioni contro il fenomeno, parla poi di un differente grado di gravità per il potere esercitato dagli uomini, per la violenza utilizzata e per la volontà e l'azione di uccidere tipicamente maschile che rende le donne di fatto vittime primarie e fenomeno di priorità su cui investire. Ovvero uomini e donne in coppia sono (secondo la ricerca di Fiebert ma non su molte altre che trovate nel link seguente) ugualmente aggressivi ma le donne lo fanno per difesa e gli uomini lo fanno per controllo, che già non è proprio la stessa cosa, inoltre le donne, vuoi per corporatura o per grado di aggresssività o motivazione fanno danni non ingenti mentre gli uomini fanno danni fisici ingenti sulle donne, denotano insomma maggiore violenza, controllo economico e infine sono gli unici (salvo rari casi) a uccidere, le donne inoltre in generale risultano molto più spesso vittime dei propri partner, dato non riscontrabile per gli uomini; e questo a detta detta di chi difende la ricerca. (il link alle ricerche, dichiarazioni e critiche lo trovate qui)

As both Fiebert and Archer point out, although the mathematical tally of physical acts in these studies has found similar rates of IPV amongst men and women, and high rates of bidirectionality, there is general agreement amongst researchers that male violence is a more serious phenomenon, primarily, but not exclusively, because male violence tends to inflict more damage than female violence.[63][64] Male violence produces injury at roughly six times the rate of female violence.[37]Women are also more likely to be killed by their male partners than the reverse (according to the US Department of Justice, 84% of spousal murder victims are female),[62] and women in general are more likely to be killed by their spouses than all other types of assailants combined.[65] In relation to this, Murray A. Straus has written "although women may assault their partners at approximately the same rate as men, because of the greater physical, financial, and emotional injury suffered by women, they are the predominant victims. Consequently, the first priority in services for victims and in prevention and control must continue to be directed toward assaults by husbands.

Vorrei aggiungere che questo non vuole essere un delegittimare la violenza che anche gli uomini possono subire e sicuramente subiscono, ma che il fenomeno non è quello descritto dalla pagina o dall'infografica, che il tipo di minaccia è stato validato come più violento e pericoloso in termini di incolumità quando è l'uomo sulla donna rendendo il fenomeno più allarmante. Una violenza è sempre una violenza, che sia su uomo o su donna ma purtroppo questa pagina "Antisessismo" cerca di manipolare i dati e le statistiche anche di fenomeni molto seri quale la stessa violenza sugli uomini che fatica ad emergere come una realtà valida e degna di attenzione, anche grazie a pagine che diffondono il falso insieme al vero, trattano i dati in modo superficiale e piegato per ottenere like e consenso, non c'è da stupirsi se i commenti sono tutti positivi poi, infatti l'admin banna e cancella tutti i commenti che abbiano argomentazioni valide ma discordanti su cui i suoi utenti potrebbero ragionare.

Poi tornando all'infografica infatti troviamo altre notevoli accozzaglie, tipo sì il dato sulle morti bianche non lo metto in dubbio ma è anche vero che i lavori pesanti sono fatti prioritariamente da uomini ma questo non per discriminazione degli uomini in tutti gli altri lavori che li obbliga a fare quel lavoro, non c'è discriminazione per gli uomini ma semmai è il contrario ovvero un campione si forma di più elementi di un tipo in quanto privilegiato rispetto al tipo opposto e sì nasce da una discriminazione ma non verso gli uomini. Quindi il campione su cui fare la statistica è già di base tarato su una maggioranza maschile e porterà necessariamente ad avere più maschi che subiscono incidenti sul lavoro che femmine ma non c'entra nulla con una discriminazione o una sottrazione di diritti agli uomini.

Altra questione, affidamento dei figli, è vero che è dato prioritariamente alle donne, è anche vero che le donne a differenza degli uomini occupano maggiormente il proprio tempo di "lavoro di casa" tra cui il lavoro di cura, rispetto agli uomini --> qui la statistica tutta italiana sul tempo di conciliazione maschile e femminile
A questo naturalmente segue che per ogni figlio l'uomo che non ne ha l'affidamento, deve corrispondere un assegno di mantenimento (che serve alla cura dei figli non al mantenimento della ex moglie, una dinamica che fin troppo mi sembra di vedere totalmente ignorata nel momento del divorzio), se ipotizziamo un minimo di 300 euro per figlio (che è poco) e ipotizziamo due figli, un uomo si priverà di 600 euro al mese che con uno stipendio di 1300 per esempio porta ad uno stipendio netto di 700 euro al mese anche se con un full time. Una cifra molto bassa che per una persona adulta con costi di affitto, auto ecc..arriva ad incidere notevolmente sulla qualità della vita, questo è un discorso che varrebbe su qualsiasi affidatario che sia uomo o donna, in questo andrebbero approfonditi gli studi e aumentate misure per proteggere i figli senza che questo comporti un disastro economico per uno dei due ex partner coinvolti. Questo è un dilemma tra i tantissimi dilemmi sociali in cui il debole da difendere causa la nascita di un altro debole, ma non una questione di minor diritto per gli uomini, in quanto i figli sono prioritari nel conteggio economico ma serve, a prescindere appunto dal sesso (in quanto nei casi di affidamento al padre in ogni caso resta un assegno di mantenimento da versare dall'altro ex  coniuge) anche una misura di conciliazione che prevenga la povertà di chi versa gli alimenti.

L'infografica insomma è piena di accozzaglie di statistiche anche vere che però sono piegate ad interpretazione personale e vengono assemblate con altre false per produrre un sentimento specifico ovvero un odio in primis per le femministe e neanche troppo velatamente per qualsiasi diritto possa reclamare la donna.
La pagina infatti è anche espressamente contro le femministe e il femminismo che viene definito come un'invenzione insieme al patriarcato, la cultura dello stupro e l'ideologia gender (che è davvero inventata).

Quello che non ho capito di questa pagina è se si tratta di un insieme casuale di ignoranza e non, se è davvero convinta di quello che spaccia per vero o se è un sistema di fuffa molto maschilista ma travestito ad arte come antisessista.
Credo quest'ultima.
Un esempio ulteriore è il ribadire continuamente che il femminicidio non esista, per le stesse motivazioni che usano normalmente un po' tutti quelli che non hanno voglia di leggersi cosa sta a significare e perchè nasce una specifica parola (un po' come infanticidio per esempio... ma quello stranamente non lo contesta nessuno). 

Per essere una pagina antisessista approvare un incitamento al femminicidio (pure con la solita ironia delle due risate da farsi ogni tanto) mi pare poco credibile

La pagina si chiama "Antisessismo" ma nella sua lunghissima descrizione, se si clicca "Altro" si scopre che loro è una pagina MRA ovvero per i diritti degli uomini e che tratta CON antisessismo ma non di antisessismo, insomma un bel guazzabuglio per parlare di MRA ma fare in modo che chi si trova l'immagine e il titolo davanti non lo capisca e metta il like o la prenda per una pagina in qualche modo imparziale.

Un po' come dire che mi vesto con una maglia con su scritto "antifascismo" e poi però vado in giro a dire "vuoi mettere quando c'era lui". In questo caso sarei solo un coglione ma grazie alla regola dei like e la visibilità su fb e di conseguenza i click e di conseguenza i soldi da advertising, spargo il mio contenuto e attiro sempre più gente grazie ad una pagina a cui tutti mettono like facilmente anche senza guardare.

Insomma come al solito il problema è sempre quello, bisogna leggere le fonti e capire se sono reali, ma non solo, bisogna anche capire se un dato è sensato o no, se è contestualizzato, ad esempio le statistiche sono numeri, bisogna anche saperli interpretare, soprattutto quando, come in questa pagina, rivelano dati nascosti, di cui la ggggente non parla, non sono mainstream ecc....

In generale coltiviamo il libero arbitrio e la capacità critica di ragionare sulle questioni, non prendiamo di pancia quello che leggiamo, è facile, e tanto lo farei anch'io volentieri ma non ha senso, le problematiche di violenza e disparità sono importanti, la giustizia è importante e di certo non si può portare avanti in modo ingiusto e falso.

Aggiungo un riferimento all'articolo molto ben scritto di Mariano Tomatis su Wu Ming Foundation che si prende la briga di smontare la statistica comparsa sul blog di Astutisto Smeriglia e spiegare come sia facile buttare numeri usandoli a proprio piacimento.

24 commenti:

  1. Prima facciamo le presentazioni, così sai in che ottica pesare il mio commento
    Sono un utente di Antisessismo. Seguo quella pagina a tempo perso (pur non avendole dato il like) perché trovo che offra spunti di riflessioni abbastanza interessanti.

    Come quindi è ovvio, sono in pieno disaccordo con te. Cerco di spiegare qua di seguito il perché; bada bene, non sono un MRA. E nemmeno femminista, chiaramente; entrambe le etichette mi piacciono ben poco.

    Cerco di rispondere punto per punto, ma ovviamente non sono un amministratore di Antisessismo e non so cosa abbiano da dire loro al riguardo
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    > Sorpresa da questa infografica piuttosto improbabile che vedo condivisa da contatti non sessisti il mio senso della bufala pizzica e decido di andare a vedere le fonti, in particolare perché mi colpisce il dato fantasmagorico di un perfetto 50 e 50 di violenze domestiche e stupri diviso per i due generi maschio/femmina.


    Il tuo senso della bufala sbaglia. Non è proprio 50/50 sulle violenze domestiche ma quasi; e questo non sono io a dirlo, ma il più importante quotidiano liberale\femminista al mondo, che è il Guardian

    https://www.theguardian.com/society/2010/sep/05/men-victims-domestic-violenc

    confermato anche da studi esterni (che mi sono stati pure linkati da miei contatti femministi, per dirmi quanto le donne fossero discriminate... ma hanno letto i datti un po' a metà);

    https://www.cdc.gov/ViolencePrevention/pdf/NISVS_Report2010-a.pdf#.VyCd8FiLyDA.wordpress

    nei dodici mesi precedenti all'intervista si evidenziano da questi dati quasi venti milioni di donne vittima di violenza fisica dal partner negli USA, e poco più di diciotto milioni di uomini vittima di violenza fisica dal partner negli USA. La tabella si trova a pagina 45, se apri lo studio... quindi sì, siamo sul 50\50. La parte sulla violenza sessuale in coppia evidenzia trend simili (anche se giuro non capirò mai com'è che un uomo che obbliga al sesso una donna è classificato come "stupro", ma una donna che obbliga al sesso un uomo è classificato come "obbligato a penetrare"; misteri della fede)

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. > A questo naturalmente segue che per ogni figlio l'uomo che non ne ha l'affidamento, deve corrispondere un assegno di mantenimento (che serve alla cura dei figli non al mantenimento della ex moglie, una dinamica che fin troppo mi sembra di vedere totalmente ignorata nel momento del divorzio), se ipotizziamo un minimo di 300 euro per figlio (che è poco) e ipotizziamo due figli, un uomo si priverà di 600 euro al mese che con uno stipendio di 1300 per esempio porta ad uno stipendio netto di 700 euro al mese anche se con un full time.

      Santo cielo, lo dici come se fosse niente. Dai 300 ai 400 euro al mese se ne vanno di affitto, 100 se ne vanno in bollette\tasse (a essere generosi), rimangono 200 euro al mese per fare tutto il resto, dai trasporti al cibo alle spese importanti per i figli (che sono divise, da normativa, 50\50). Queste cifre sono precisamente il motivo per cui io con la mia compagna (che pure amo tantissimo) di figli non ho intenzione di farne. Con tutto l'affetto che provo per lei, e non è poco, se qualcosa va storto sono rovinato finanziariamente vita natural durante.
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      > La pagina infatti è anche espressamente contro le femministe e il femminismo che viene definito come un'invenzione insieme al patriarcato, la cultura dello stupro e l'ideologia gender (che è davvero inventata).

      Con il femminismo ce l'ho anche io. Non sono contro l'uguaglianza e non ce l'ho con le donne; semplicemente ritengo che il femminismo ha combattuto per i tuoi diritti e non per i miei, e continuerà a farlo perché il femminismo parte dal presupposto che io sono privilegiato, e i diritti dei privilegiati non interessano a nessuno. E questo senza nemmeno cominciare a parlare del fatto che a definire me "privilegiato" serve un coraggio da leoni.
      Questo non mi impedisce assolutamente di combattere per i diritti femminili (che difendo e sostengo), ma mi impedisce di definirmi femminista. Io voglio la parità di diritti, non voglio che (per dire) se uso violenza sulla mia ragazza lei possa essere accolta in un centro antiviolenza, ma se lei usa violenza su di me io mi ritrovo solo, e che cavolo. In famiglia ho avuto episodi di violenza da donna a uomo e da uomo a donna; solo quelli da uomo a donna hanno trovato supporto. Non è giusto e il femminismo continua a negarlo con tutte le campagne sulla "violenza di genere", instillando l'idea per cui sono solo gli uomini a compiere violenza e solo le donne a subirla (una pretesa non suffragata dai dati, come evidenziato sopra).

      Idem la cultura dello stupro la vedo abbastanza insostenibile; c'è effettivamente una grossa quantità di episodi di violenza sessuale, ma sono pochi uomini a stuprare tante volte; segue fonte http://www.davidlisak.com/wp-content/uploads/pdf/RepeatRapeinUndetectedRapists.pdf
      Fatico a considerarla parte della cultura; gli stupratori sono pochissimi in proporzione. Solo che compiono parecchi atti di violenza perché stuprano un sacco, prevalentemente grazie all'aiuto dell'alcool. Ma non è un problema culturale; sono pochi stupratori che compiono tante violenze.
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  2. > Per essere una pagina antisessista approvare un incitamento al femminicidio (pure con la solita ironia delle due risate da farsi ogni tanto) mi pare poco credibile

    Ma, veramente non è che ci ridono; non credono nell'esistenza del femminicidio. Nemmeno io, onestamente; secondo i dati istat (reperibili qui http://dati.istat.it; salute e sanità -> cause di morte -> causa e sesso) e ci sono una media di 150 morti donna all'anno per omicidio contro 300 uomini. Non riesco proprio a parlare di "problema culturale" o "emergenza sociale" per un fenomeno che riguarda una persona ogni cinquecentomila.


    Poi boh, non ho intenzione di mettermi a fare flame e polemiche, ma le fonti che ti ho linkato mi sono tutte arrivate da fonti femministe, quindi insomma, non è che sono faziose. Ci vorrebbe magari un po' più di dialogo, così si potrebbe parlare più tranquillamente di queste cose senza saltarsi addosso.

    Buona serata
    R.B.

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    1. Tra l'altro, perdonami i commenti spezzettati malamente, ma purtroppo il limite di 4096 caratteri per commento mi ha obbligato a fare delle scelte

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    2. Ciao Anonimo i dati che tu citi sono veri, infatti sono linkati all'autore, sono falsi però nel loro contesto ovvero:
      - è vero che gli omicidi maschili sono maggiori sugli uomini infatti il femminicidio non nasce come fenomeno di maggior numerosità di morti femminili ma in quanto fenomeno sociale specifico, sono causati da uomini che uccidono donne per motivi di genere (definizione di femminicidio https://it.wikipedia.org/wiki/Femminicidio) e questo significa che uccidono in quanto esercitano o cercano di esercitare un potere, infatti è una questione di genere che ritroviamo anche nel link che ho inserito nell'articolo sulla ricerca sulla violenza sugli uomini dove lo stesso autore poi rettifica che nel caso delle violenze, gli uomini uccidono le donne perchè non rispondono a quello che vogliono che siano, in casa in primis, le donne no. e non ha nulla a che vedere con le statistiche generiche di omicidio http://27esimaora.corriere.it/articolo/perche-si-chiama-femminicidio-2/ a questo link viene spiegato molto bene.

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    3. - sugli assegni di mantenimento non stavo parlando del fatto che 700 euro fossero tanti ma il contrario, ma il bene non è quello della moglie ma dei bambini che hanno un costo più alto se non ci sono due coniugi che possono rendersi disponibili, come molte femministe sono dell'idea che l'affido dovrebbe essere gestito in modo più paritario, la questione economica è molto spinosa perchè chi si prende cura di uno o due figli cioè l'affidatario, si trova a non poter lavorare o poterlo fare in orari ridotti e mantenere se stesso e i figli, i fondi dell'altro ex coniuge sono necessari. il divorzio tiene conto non delle necessità dei genitori ma dei figli, credo sarebbe opportuno garantire un sostegno e degli sportelli a chi si trova in difficoltà di questo tipo quindi visto che non era chiaro lo modificherò nell'articolo affinchè si capisca che credo nella necessità di monitorare questa situazione che ricade economicamente troppo pesantemente sui padri (o qualunque sia il non affidatario)
      - sul femminismo c'è lo stesso misunderstanding dovuto banalmente al vocabolo che include il femminile, il femminismo è un movimento per la parità dei diritti per entrambi i sessi, che nasce e si sviluppa da parte delle donne perchè è sempre stata la componente debole a livello sociale (debole in quanto non detentrice di reddito, con scarso accesso al lavoro, considerata più stupido, più fragile, inadatto, il cui destino è stato per lo più decido da uomini dal momento della nascita a quello del matrimonio e per molte altre ragioni che sono storicamente confermate, che si riscontrano nella società occidentale in modi più velati ma ancora presenti e che sono particolarmente evidenti in società patriarcali quali il mondo islamico, indiano...ecc..). Qui trovi il link a wikipaedia https://it.wikipedia.org/wiki/Femminismo
      - cultura dello stupro non indica la numerosità degli stupri ma appunto la cultura, cioè la mentalità con cui la donna viene rappresentata nella società (anche dalle stesse donne, infatti il femmminismo non è donne vs uomini ma è parità dei sessi in termini di cultura, diritti e valore, la non parità non viene portata avanti solo da uomini ma anche da donne, anche inconsciamente poichè tutti siamo figli di una storia specifica), tornando alla cultura dello stupro, parliamo di un sistema culturale che banalizza lo stupro o lo giustifica, questo non significa che tutti gli uomini stuprino o che tutti gli uomini banalizzino, ma che in primis i media trattino l'argomento in modo discrezionale, ci sia spesso una colpevolizzazione della vittima (come era vestita, a che ora era in giro da sola, qual è la sua storia sessuale) un tipo di atteggiamento che avviene solo nel caso dello stupro, mentre in casi quali la rapina, l'omicidio, o altri, la vittima non viene messa in discussione. è una tesi discussa, io posso parlare anche non necessariamente di cultura dello stupro ma ciò non toglie che si usi spesso il sesso in senso punitivo per le donne quando si vuole insultare o si utilizza il loro corpo per distrarre dalla loro capacità o incapacità (basta prendere il caso della boldrini, o della boschi, che vengono sistematicamente insultate non per le loro abilità o incapacità politiche)

      Queste sono le risposte a tutti i dubbi che hai posto, spero di non aver saltato nulla, mi ha fatto piacere poter aprire un dibattito e se hai altri dubbi scrivimi pure, spero che questi spunti possano esserti utili per capire in primis cosa sia effettivamente il femminismo, cosa sia il femminicidio e perchè esiste una parola apposita distinta dal semplice omicidio (che include anche tutti gli omicidi femminili non di genere, quali vittime di rapine, di aggressioni casuali, di mafia ecc...) e che in generale è estremamente importante contestualizzare le statistiche e non utilizzare solo i numeri perchè altrimenti non servono a nulla se non a strumentalizzarli a piacimento.

      Ciao!

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    4. ANONIMO RISPONDE ANCORA

      > il femminicidio non nasce come fenomeno di maggior numerosità di morti femminili ma in quanto fenomeno sociale specifico

      Mi sembra di sentire quelli del Family Day. Hai presente quelli che si sono inventati un'emergenza inesistente (il gender) e ci hanno fatto tutte le campagne del mondo perché il problema gender, da loro inventato, va risolto? Ecco, uguale.
      Un fenomeno sociale che riguarda una persona ogni 500.000 non è un fenomeno sociale. Possiamo discuterne finché ci pare, ma da lì non si scappa; in Italia di omicidi ce ne sono pochissimi. Possiamo fare tutte le campagne del mondo, ma non è un'emergenza sociale né un fenomeno rilevante. Ci sono persone che ammazzano la moglie; è vero che succede, ma è anche vero che un pazzo ogni 500.000 persone è qualcosa che trovi. Ricordo poi che il termine femminicidio è nato in un contesto culturale diverso per parlare di una cultura diversa. Il termine femminicidio è nato in America Latina, e là è rilevante come fenomeno. Qua no.

      > sul femminismo c'è lo stesso misunderstanding dovuto banalmente al vocabolo che include il femminile, il femminismo è un movimento per la parità dei diritti per entrambi i sessi

      No. Il femminismo non è il movimento per la parità dei diritti, il femminismo è "il movimento di rivendicazione dei diritti economici, civili e politici delle donne", che è una cosa diversa. E lo dice la Treccani, che ritengo più affidabile della pur ottima Wikipedia.
      E ti dirò di più; che il femminismo sia il movimento delle donne per le donne lo dicono anche importanti autrici femministe, come, per esempio, Clementine Ford, colonnista di spicco del già citato Guardian
      https://twitter.com/clementine_ford/status/558622121635508224
      https://twitter.com/clementine_ford/status/797905297599647744

      > parliamo di un sistema culturale che banalizza lo stupro o lo giustifica, questo non significa che tutti gli uomini stuprino o che tutti gli uomini banalizzino, ma che in primis i media trattino l'argomento in modo discrezionale

      Nego tutto quanto, e nego con ancora più recisione l'ipotesi che i media trattino male l'argomento. Te lo dico sia da uomo di sinistra che da persona che all'interno dei media ci ha lavorato; tutti i media sono allineati alla sinistra e al femminismo, con pochissime eccezioni. Lo possiamo vedere facilmente anche solo dalla situazione italiana (che però ti garantisco è replicata pari pari quantomeno nel mondo anglosassone)

      La Stampa => allineato a centrosinistra
      Il Corriere della sera => Liberale moderato
      Il Sole 24 Ore => Quotidiano economico, non si interessa particolarmente dei temi, ma sì, è anch'esso schierato a favore del femminismo (non di rado ha affrontato discorsi come quello sul wage gap e sul glass ceiling)
      Repubblica\Huffington Post\Espresso + tutti i vari quotidiani locali posseduti da Repubblica => Tutti parte dello stesso gruppo editoriale, allineati a sinistra.
      Internazionale => Più femminista di così si muore
      Il Post => Femminista e neanche poco

      Le testate non femministe sono essenzialmente Libero, il Giornale e il Populista (il giornale di Matteo Salvini)... Forse anche il Foglio, ma quello non lo seguo. Si tratta comunque, come puoi ben vedere, di testate minori che tutte insieme non fanno i lettori di uno solo dei colossi citati sopra. E meno male, aggiungo io, visto che sono pubblicazioni per ritardati.

      E hai saltato la parte sulla violenza domestica.

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    5. - femminicidio, rispondere che una bassa numerosità non crea un fenomeno è un'opinione tua, in realtà come tutti sanno se hanno fatto matematica già tre eventi non sono una coincidenza ma una serie. Anche le violenze su minori sono minoritarie ma esistono come fenomeno, a questo punto anche i padri che finiscono sotto la soglia di povertà a seguito di un divorzio sono pochi sul totale degli uomini o delle unioni o dei divorzi ma voi non lo considerate inventato come mai?
      - sulla violenza domestica - il femminismo non ha mai negato l'esistenza di violenza donna uomo e non so come tu possa dirlo, quello che si evidenzia e che lo evidenzia lo stesso ricercatore di cui ho citato le affermazioni ma che puoi andare a leggerti direttamente visto che ho messo il link è che se anche esiste una forma di aggressività di coppia pari, la donna in momento di violenza dubita è in pericolo di vita perchè l'uomo è fisicamente più violento, perchè uccide, perchè spesso controlla il denaro e questo fa delle donne vittime prioritarie, cioè davvero visto che prendi spunto dalla ricerca citata da "Antisessismo" almeno leggiti il link sulla ricerca completa delle affermazioni dell'autore o le critiche che gli sono state mosse

      - sui giornali ti consiglierei di informarti meglio perchè è un po' inutile un dibattito se consideri praticamente tutti i professionisti di informazione una barriera di femministi che ti propinano stronzate per poi credere a quello che ti dice una pagina di un tizio anonimo che ti dice che ha una verità basata su studi di cui nessuno parla, con statistiche fuori contesto e che tutto il femminismo, il patriarcato (praticamente tutte le scienze sociali a questo punto) è una teoria complottistica non un ragionamento sensato, e certo non è il primo mra così come il Ku Klux Klan era convinto che i neri togliessero diritti ai bianchi ed è nato lo slogan del White power che rivendicava le ingiustizie che i bianchi subivano nel momento in cui la minoranza cercava la parità
      - sulla treccani è corretto infatti il femminismmo è un parificatore di diritti in quanto si proviene da una società patriarcale in cui la donna era considerata proprietà dal padre al marito o vessata, di cui si gestiva la sessualità in quanto la donna è anche l'unica a sapere di chi è il figlio. è una forma di controllo elementare e a cui poi sono susseguiti il controllo delle risorse. Gli elementi per verificare che esistono disugguaglianze in favore degli uomini sono innumerevoli e trasversali a tutta la società occidentale, che queste distinzioni colpiscano anche gli uomini a loro svantaggio, se leggessi maggiormente sul femminismo da testi autorevoli invece che da quella pagina, vedresti che è lo stesso femminismo a difenderli.

      Purtroppo se non accetti che giornalisti, sociologi ed esperti nel corso di tutta la storia occidentale moderna e post moderna sappiano quello che dicono o fanno in favore di una pagina che cita poca gente e la stessa gente in realtà ha precisato diversamente quello che la pagina afferma è impossibile che io che non sono tutta la storia della sociologia, dei movimenti femministi moderni possa convincerti che quello su cui basi i tuoi ragionamenti è un misto di opinionismo e modifica delle evidenze

      ciao



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    6. > rispondere che una bassa numerosità non crea un fenomeno è un'opinione tua, in realtà come tutti sanno se hanno fatto matematica già tre eventi non sono una coincidenza ma una serie.

      Guarda, io frequento l'università di informatica e quindi di matematica ne ho fatta... anche abbastanza avanzata, se vuoi. Ma questo non è il punto; il punto è un'emergenza sociale è qualcosa che è, appunto, un'emergenza. Poco più di un centinaio di delitti all'anno non sono una cosa culturale e non sono un'emergenza; sono eccezioni. Sui grandi numeri di eccezioni ne trovi, io credo. È vero che un morto è sempre e comunque un morto di troppo, ma è anche vero che su sessanta milioni di persone un certo quantitativo di omicidi lo trovi. L'Italia, lo ripeto, non è l'America latina.

      > Anche le violenze su minori sono minoritarie ma esistono come fenomeno, a questo punto anche i padri che finiscono sotto la soglia di povertà a seguito di un divorzio sono pochi sul totale degli uomini o delle unioni o dei divorzi ma voi non lo considerate inventato come mai?

      "Voi" non so chi sia, stai parlando con me, non con un MRA. Ho già detto che a me gli MRA stanno antipatici. E sicuramente non mi metterei mai a fare un discorso statistico sui padri separati perché non ho mai visto i dati completi al riguardo.

      > sulla violenza domestica - il femminismo non ha mai negato l'esistenza di violenza donna uomo e non so come tu possa dirlo

      Vero fino a pagina dieci. Spiego meglio

      Cominciamo a chiarire che tutte le campagne sono per la prevenzione della violenza SULLE DONNE, e le leggi al riguardo sono tutte sulle donne. La convenzione di Istanbul è stata firmata per la violenza SULLE DONNE (raffronto qui http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_3720_listaFile_itemName_2_file.pdf) e sostanzialmente tutte le organizzazioni femministe più grosse parlano solo e soltanto di violenza contro le donne. Riporto, a titolo esemplificativo, l'approccio della più grande organizzazione femminista statunitense, la National Organization for Women
      http://now.org/issues/stopping-violence-against-women/
      "Fermare la violenza contro le donne". Quello che vedo io è che se io tiro uno schiaffo alla mia compagna a qualcuno interessa, se lei tira uno schiaffo a me non interessa a nessuno. Interessa talmente poco, aggiungo, che infatti i centri antiviolenza sono aperti per te, e per me no. Uno status di cose, beninteso, che è, per esempio, supportato da un po' di gente, tra cui una tal Polly Neate.

      https://twitter.com/pollyn1/status/797882661096165376

      L'opinione di Polly Neate non sarebbe un problema, se lei fosse una signora nessuno.
      Però è una di quelle che gestisce i centri antiviolenza, oltre a essere una scrittrice del già citato Guardian. Io mi immagino una situazione simile, in cui un leghista propone di regolare l'accesso ad un servizio di welfare, da lui gestito, sulla base del colore della pelle.
      Come minimo lo vorremmo vedere appeso per le orecchie. Perché sarebbe ingiusto. E allora come mai a nessuno interessa quando SI DIFENDE uno status quo in cui la mia fidanzata ha diritto a supporto e io no, solo sulla base di una caratteristica di nascita che NON ho scelto?

      > quello che si evidenzia e che lo evidenzia lo stesso ricercatore di cui ho citato le affermazioni ma che puoi andare a leggerti direttamente visto che ho messo il link è che se anche esiste una forma di aggressività di coppia pari, la donna in momento di violenza dubita è in pericolo di vita perchè l'uomo è fisicamente più violento, perché uccide, perché spesso controlla il denaro e questo fa delle donne vittime prioritarie

      Quella dell'uccisione non è una dinamica tipica nemmeno degli uomini. Ripeto, un morto ogni cinquecentomila persone vuol dire che la dinamica tipica è un'altra.

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    7. > cioè davvero visto che prendi spunto dalla ricerca citata da "Antisessismo" almeno leggiti il link sulla ricerca completa delle affermazioni dell'autore o le critiche che gli sono state mosseCi sono delle cose di cui parlare? Certamente. Esiste il wage gap (anche se non è minimamente tanto quanto viene spacciato; parliamo di un 5% e non di un 23%, che comunque va risolto), esiste il glass ceiling, esistono le molestie sessuali ed esistono un sacco di cose di cui parlare. Ma la differenza che c'è fra la mia visione e quella del femminismo è proprio questa; io SONO DISPOSTO a parlare dei problemi che riguardano gli uomini e dei problemi che riguardano le donne. Il femminismo non è disposto a parlare dei problemi degli uomini; rimando, a titolo esemplificativo, a questo interessantissimo post (e ai relativi commenti) di una pagina femminista a caso

      https://www.facebook.com/lecagnesonosoloanimalimeravigliosi125/posts/1172804886100128:0

      No, veramente la ricerca che ho linkato me l'ha inviata un mio contatto femminista.

      > sui giornali ti consiglierei di informarti meglio perché è un po' inutile un dibattito se consideri praticamente tutti i professionisti di informazione una barriera di femministi che ti propinano stronzate per poi credere a quello che ti dice una pagina di un tizio anonimo che ti dice che ha una verità basata su studi di cui nessuno parla, con statistiche fuori contesto e che tutto il femminismo, il patriarcato (praticamente tutte le scienze sociali a questo punto) è una teoria complottistica non un ragionamento sensato, e certo non è il primo mra così come il Ku Klux Klan era convinto che i neri togliessero diritti ai bianchi ed è nato lo slogan del White power che rivendicava le ingiustizie che i bianchi subivano nel momento in cui la minoranza cercava la parità

      FERMA. Io nei giornali ti ho detto che ci ho lavorato. Li ho visti da dentro e l'allineamento è quello. Poi puoi credermi o no, ma praticamente tutti i media italiani SONO allineati a sinistra. Ed è una cosa di cui sono contento, visto che sono di sinistra anche io, ma negare questo status di cose non mi è possibile. Ci sono stato dentro e l'ho visto. Non sono "femministi che mi proninano stronzate", sono persone che sostengono in buona fede un'ideologia. Come tu difendi la tua e io difendo la mia.
      Ci tengo comunque a precisare che non credo nemmeno ad Antisessismo; la seguo perché offre spunti di riflessione interessanti, come ho detto, ma controllo ogni virgola di quello che dicono perché sono MRA, e io degli MRA mi fido ben poco.

      > sulla treccani è corretto infatti il femminismmo è un parificatore di diritti in quanto si proviene da una società patriarcale in cui la donna era considerata proprietà dal padre al marito o vessata, di cui si gestiva la sessualità in quanto la donna è anche l'unica a sapere di chi è il figlio. è una forma di controllo elementare e a cui poi sono susseguiti il controllo delle risorse.

      Il femminismo è il movimento delle donne per le donne; questo è. Questo vuol dire che per me non farà mai nulla. E dico che non farà mai nulla mica per altro; vedo che in tutti questi anni non ha mai fatto nulla.
      Riflettiamoci serenamente, il femminismo per la mia ragazza ha ottenuto il diritto all'aborto, il diritto a fare il magistrato, il diritto alle quote rosa (per fare esempi). Per me non ha mai né ottenuto né lottato. MAI.

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    8. > Gli elementi per verificare che esistono disuguaglianze in favore degli uomini sono innumerevoli e trasversali a tutta la società occidentale, che queste distinzioni colpiscano anche gli uomini a loro svantaggio, se leggessi maggiormente sul femminismo da testi autorevoli invece che da quella pagina, vedresti che è lo stesso femminismo a difenderli.

      Guarda, io seguo il femminismo da testate come l'Internazionale, l'Huffington Post (edizione italiana e inglese) e il Guardian, oltre che da pagine Facebook più minoritarie come "il maschilista di merda" e "le cagne sono solo animali meravigliosi".
      Non nego ci possano essere ambiti in cui io sono avvantaggiato rispetto a te (non lo affermo neanche, però sono disposto a parlarne). Quello che dico è che ci sono ambiti in cui tu in quanto donna sei avvantaggiata rispetto a me, e il femminismo per te combatte e per me no.

      > Purtroppo se non accetti che giornalisti, sociologi ed esperti nel corso di tutta la storia occidentale moderna e post moderna sappiano quello che dicono o fanno in favore di una pagina che cita poca gente e la stessa gente in realtà ha precisato diversamente quello che la pagina afferma è impossibile che io che non sono tutta la storia della sociologia, dei movimenti femministi moderni possa convincerti che quello su cui basi i tuoi ragionamenti è un misto di opinionismo e modifica delle evidenze

      Il mio non è opinionismo, i miei sono dati.

      - Abbiamo parlato di violenza domestica, e abbiamo visto i dati governativi che evidenziavano una situazione di sostanziale parità.
      - Abbiamo parlato di femminicidio, e abbiamo visto i dati governativi che evidenziavano come l'omicidio in generale è poco diffuso nel nostro paese, e l'omicidio di una donna in particolare è tre volte più raro rispetto a quello di un uomo (già di per sé raro).
      - Abbiamo parlato di cultura dello stupro, e abbiamo visto che non è una cultura; sono pochi delinquenti che stuprano tanto.

      Ci sono situazioni dove io sono avvantaggiato rispetto a te? Probabilmente sì. Ma la differenza è che io, da antifemminista e antiMRA, sono disposto a parlare di queste situazioni. Sono disposto a parlare di glass ceiling, di wage gap e tante altre belle cose. Ma il femminismo, come movimento, dei problemi degli uomini non si è mai interessato. Qualche corrente minoritaria ha imbastito ogni tanto timidi discorsi, ma nei fatti non ha mai ottenuto nulla, né si è mai mosso per ottenerlo.

      L'unica campagna femminista sui diritti degli uomini che abbia mai visto da quando sono venuto al mondo è quella per combattere per il mio diritto di mettere il trucco.
      Un gesto senza dubbio apprezzabile, ma penso che, in una situazione dove a parità di reato io prendo una pena molto più aspra della tua (fonte: http://www.huffingtonpost.com/2012/09/11/men-women-prison-sentence-length-gender-gap_n_1874742.html), una situazione che il citato Guardian non solo sostiene, ma vuole persino aumentare (https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/jun/01/why-we-should-close-womens-prisons-and-treat-their-crimes-more-fairly?CMP=fb_gu), in una situazione dove i centri antiviolenza per te sono aperti e per me no, rifiuto l'offerta e vado avanti.

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    9. Poi, ripeto, se la cosa del "femminismo che sta diventado misoginia" è diventata così eclatante che ne ha parlato il Washington Post (una delle testate più importanti al mondo, dietro probabilmente solo al New York Times) probabilmente qualcosa di vero c'è.
      https://www.washingtonpost.com/posteverything/wp/2016/06/30/feminists-treat-men-badly-its-bad-for-feminism/?utm_term=.6913881a48a6

      E direi che basta così, comunque. Abbiamo discusso abbastanza e mi pare di aver capito che non se ne cava un ragno dal buco. Buona giornata, dunque.

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    10. Anonimo,
      parlo da ex utente di Antisessismo. Mi definisco femminista, ma sono profondamente critica nei confronti di moltissimo femminismo, da alcune singole rappresentanti (la Sarkeesian ad esempio, pessima per il movimento) ad alcune tendenze specifiche - ad esempio l'insistere sul femminicidio, che è un problema ma come dici tu non un'emergenza, solo un problema di cultura generale.
      Il problema come dici è che i giornali e le persone sono quasi sempre ipocritamente e/o superficialmente allineati al femminismo e a sinistra, un po' come nessuno ammetterebbe mai di essere razzista, mentre invece la realtà la vediamo.
      E gli uomini soffrono tanto, tantissimo di questa realtà. Io lotto tutti i giorni per i diritti di mio padre, del mio ragazzo, e con me tante femministe, oggi e pure nel passato.

      Tu dici che il diritto all'aborto è stato guadagnato per la tua ragazza, ma in realtà è stato guadagnato per entrambi, perché potete avere una conversazione e valutarla come opzione in due. Pensi che il diritto di tua madre e della tua ragazza a lavorare non dia ulteriore libertà economica anche a te?
      Questo nell'ambito di 'diritti riflessi'. Ma tantissimi tra uomini e donne femministi o antisessisti (è assolutamente inutile litigare su una definizione che è pressoché un sinonimo a conti fatti, e che comunque non conta quanto contano i FATTI) lottano perché si mostri che gli uomini possono piangere, esprimere emozioni, rimanere a casa a guardare i figli.

      Io non mi permetterei mai di dire che un uomo non ha mai fatto nulla per i miei diritti, perché ci sono stati uomini femministi o anche uomini che non si definivano tale ma hanno lottato per questa causa.
      Allo stesso modo ti direi di non lanciarti a dire che nessuno del movimento ha mai fatto nulla per te, perché una società più vicina all'uguaglianza lo è per entrambi.

      Il femminismo della domenica praticato dalle ragazze che vogliono fare le vittimiste, pretendono solo diritti ma poi si lamentano dell'uomo che non offre la cena e non è cavaliere, non mi appartiene. Non pensare che appartenga a tutte solo perché si definiscono femministe.
      Io voglio i centri antiviolenza anche per uomini. Voglio tante cose che vuoi anche tu. Quindi forse invece di prendere la retorica antifemminista di Antisessismo (che mi ha bannata, dopo molta partecipazione e tante discussioni costruttive e dopo che mi sono aperta e informata tantissimo a molte questioni grazie a loro, ferendomi davvero), dovresti pensare ad avere un dialogo serio sulle questioni.
      Un dialogo in cui invece di puntare il dito si possa vedere insieme cose fare giorno per giorno.

      Specifico che ho perso diverse amiche femministe per la mia visione, quindi so bene che non la pensano tutte come me. Ma siamo più di quante credi.

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  3. Io sono MRA, per dire, in quanto per anni sono stato femminista e mi sono fatto convincere di avere dei privilegi. Privilegi un cazzo. Fatevi un giro con le mie scarpe (NPS sei buchi) e ne riparliamo.

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    1. essere femminista vuol dire ricercare un egualitarismo tra i sessi e include il togliere il peso agli uomini di dover essere forti, virili, aggressivi e predatori per poter essere "veri uomini". Resta che l'uomo (bianco) sia l'elemento sociale più avvantaggiato della società occidentale (a parità di reddito e spesso non solo) in primis per accesso alle risorse e per potenzialità di successo, tutte le pagine MRA del mondo potranno convincerti che non è così ripetendo le stesse 4 questioni (valide quelle percezione della violenza davanti ai giudizi di tribunale o al diritto all'affido) ma non cambia ne la storia ne la società attuale che vede stipendi diversi, promozioni diverse, trattamenti diversi, rischi diversi, possibilità diverse, aspettative diverse.

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    2. E allora sono il piú avvantaggiato della societá. Continuiamo cosí. Facciamo la guerra dei sessi.

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  6. Il dato sulla simmetria genere nella violenza domestica è assolutamente vero
    https://violenzafamiliare.wordpress.com

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  7. La risposta di Antisessismo (che io condivido)

    https://antisessismo.wordpress.com/2017/01/14/uninfografica-e-mille-polemiche-risposta-alle-obiezioni/

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  8. siete peggio del cancro voi femministe ritardate

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  9. siete davvero ritardate porco cazzo! voi poche date l'idea che tutte le femministe siano delle coglione che combattono solo ed esclusivamente per i propri diritti, calpestando quelli di tutti gli altri. se vi prendeste la briga di leggere il sito antisessismo con un minimo di spirito critico, togliendovi le lenti da "le donne sono superiori", forse capireste che quello che dicono è la pura verità.
    firmato UNA DONNA RAGIONEVOLE (e incazzata a causa della vostra minoranza di minorate mentali)

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