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lunedì 31 ottobre 2016

Halloween, costumi e differenze

Ho sempre trovato Halloween e il carnevale, alcune delle feste più divertenti che ci fossero durante l'anno, questo principalmente per un motivo, la possibilità di travestirsi.
Il travestimento è qualcosa di liberatorio, divertente in tutti i periodi della vita, nell'adolescenza anche un'ottima occasione per essere più attraente diventando qualcosa di sorprendente e immaginario magari per conquistare il ragazzo o la ragazza di turno, da adulta è un bellissimo modo per condividere qualcosa con amici e amiche con costumi abbinati o semplicemente condividendo l'euforia del momento scelta abito e trucco che precede la festa.
Quello che cambia sempre di più e sempre più violentemente è la differenza tra come e perchè si vestono le femmine e come e perchè si vestono i maschi.
Fortunatamente in realtà non siamo come veniamo dipinti dalle proposte commerciali e siamo ancora dei giocherelloni pieni di inventiva ma la tendenza, soprattutto sui bambini grazie ai nuovi cartoni animati o alle mode del momento è quella di ridurre sempre più la fantasia e l'immaginario ai cartoni veicolatori di merchandising e a una inquietante dicotomia maschi e femmine sempre più accentuata.
Per quanto riguarda le adulte, dopo l'ondata di cigni neri, quest'anno credo che si vedrà in giro una spropositata quantità di Harley Quinn, badass girl superfica che potrebbe effettivamente rappresentare l'aspirazione femminile della nostra epoca, donna forte, ovviamente bellissima, un po' stronza, un po' matta, sicuramente sexy, aspirante ribelle, ma più nel vestire e nell'atteggiamento che nel reale, anche lei in realtà non conosce nient'altro che la sua storia d'amore, torbida, passionale, sessuale, turbolenta ma con lieto fine. Harley Quinn in realtà è graficamente apprezzabile ed è la ragazza speciale, unica femmina in un mondo di maschi, quindi anche unica femmina apprezzata dai maschi, la classica "non è come le altre", sfrontata, tosta, senza regole ecc.... tutto ciò con un look molto forte con codini stile lolita, cintura borchiata ma sulle mutande, pancia spesso scoperta, maglia e trucco disagiati da vera badass girl ma colorato quindi originale e non deprimente quindi comunque un personaggio vincente, grandi tette, rossetto rosso, tatuaggi al posto giusto, insomma sesso, moda, follia e romanticismo ma non vestito da conformismo, che non lo vuole esteticamente nessuno. Il cocktail fenomenale della corrente pop femminile del nostro secolo, il femminismo alla Beyoncè per intenderci. Una storia che è ovviamente molto lontana dal fumetto principalmente perchè non vedevano l'ora di puntare finalmente anche al pubblico femminile per quella fetta irraggiungibile di incassi dall'altra metà del cielo, per chi fosse interessato, qui il link a un articolo che ha trattato molto bene il tema Harley Quinn sia per la differenza con il fumetto, sia come personaggio cinematografico in sè e che vale la pena leggere.
Tralascio il mondo adulto, perchè sappiamo tutti che le proposte di vestiti di halloween per le femmine sono incredibilmente sessisti, noiosi e per niente spaventosi e sono solo una sequela di varianti sexy di qualcosa che è un po' come dire se non sei sexy cosa festeggi  halloween a fare? Chiunque infatti può farsi un costume basta seguire l'assioma: sexy_INSERIRE_PERSONAGGIO, abbiamo quindi sexy piratessa, sexy zombie, sexy vampira, sexy mercoledì della famiglia addams (che era una bambina), sexy gatta, sexy qualcosa appunto, uno dei più divertenti è il sexy bacon che potete vedere sulla mia pagina facebook e che è solo un vestito molto succinto, sexy appunto con stampata della pancetta, da questo punto di vista Lady Gaga aveva saputo fare decisamente di meglio.  Fortunatamente non siamo dei robot affidati al marketing.

Vorrei concentrarmi, in questo articolo più che altro, sul mondo infantile, che è molto diverso e a suo modo insidiato. 
Quello che mi lascia perplessa cercando su internet i costumi da bambina e bambino è stato notare quanto si stia accentuando sempre di più la dicotomia maschi=vestiti che fanno paura (è halloween.) o divertono e femmine=vestiti che fanno carina/sexy (???!). Non solo l'abbigliamento è piuttosto diverso ma anche il modo in cui questi abiti vengono proposti è decisamente differente, l'atteggiamento che ritroviamo nelle bambine indicativamente dai 6-7 anni in poi è provocante, ammiccante e sicuramente poco affine alla festa e all'età della bambina, è un po' una piccola adulta desiderosa di complimenti e seduzione, mentre il bambino, bè è un bambino, ha una faccia da bambino, costumi da bambino e non ha una sorta di obiettivo perenne.
Nei maschi la festa è quella che è, mostri, cose brutte e un po' disgustose, scherzi, spaventi, nelle femmine è una versione in miniatura dei costumi da donna adulta con più fronzoli, un po' meno aderenze, spesso rosa, calze a rete e cose del genere che di certo non fanno paura, non fanno schifo o sono buffi e non hanno niente a che vedere con la festività in generale, come per molti costumi femminili, è semplicemente la versione buia e sexy di altri abiti e il suo unico obiettivo è essere carinamente dark.
Questo per i costumi generici, che se vogliamo possiamo prenderla un po' come gli adulti, delle proposte che possono casualmente aver seguito o meno (visto quanto è unificata comunque sappiamo che c'è di sicuro un fondo di verità su quali acquisti vengano fatti).

Ma se prendiamo quelli dei cartoni animati (anche italiani, vedi la assillanti Winx) che sono anche un po' quelli più richiesti dalle stesse bambine, sono persino peggio, le pose sono ancora più ammiccanti, i vestiti ancora più improbabilmente sessualizzati e i materiali sempre più sfavillanti.
Si può dire che questi sono classici pensieri da adulti, ovvero, le bambine vedono con occhi diversi una minigonna, vedono delle fatine e basta, così come noi anni '80-'90 nelle Barbie vedevamo semplicemente delle bambole. E questo è senz'altro vero
Quello che vorrei sottolineare infatti non è tanto la questione vestiti ma quella atteggiamento e identità, cos'è che si impara più o meno direttamente identificandosi in questi personaggi? Quella necessità di doversi sentire carine e piacere ed essere adorabili e gradevoli già così piccole, perchè questi personaggi in effetti non hanno praticamente nessuna caratteristica se non quella di essere adorabili, ben definite, con pose e atteggiamenti specifici e tanti accessori. Questi oltretutto non sono solo giocattoli (tra l'altro mi sa che nessuna si vestisse da Barbie da piccola, era una bambola adulta, non una personificazione di sè) ma sono un intero mondo che circonda le bambine, il loro immaginario, e più di ogni altra cosa la loro identità.
Le Winx per fare un esempio inflazionato come un altro, sono un cartone animato, ma anche un fumetto, bambole, costume, accessori, vestiti, canzoni, accessori capelli, accessori scuola e chissà quanta altra roba che non conosco. 
Una canzone Winx, più o meno sono tutte uguali con il concetto, sei parte di un club, sei fantastica e abbiamo dei nemici

Per le bambine, l'influenza che questi cartoni esercitano è molto diversa, essi rappresentano l'intero sistema di oggetti e immaginario che circonda le bambine, dal modo di porsi, alle differenze sociali (chi ha più roba Winx chi non ce l'ha, e comunque non è nemmeno economica, ma se guardate un cartone Winx o un qualsiasi altro cartone vedrete che tendenzialmente non esiste il problema economico e nemmeno esistono limiti classici quali i genitori). 

Quali sono nello specifico le caratteristiche dei cartoni stile Winx che vengono replicati un po' in serie per produrre anche un merchandising:
  • colori corrispondenti a personalità distinte
  • classico mondo magico con pochissima sostanza o capacità dei personaggi che semplicemente sono nati così perchè sono speciali
  • bassa variabilità della trama, esiste un modello tipico che si sussegue in tutte le puntate e che è anche la forma totale del cartone
  • valori ripetuti all'infinito e in modo esplicito (normalmente l'amicizia) senza però nessuna reale trama o relazione tra i personaggi o realistica dimostrazione di amicizia, l'amicizia è intesa come valore astratto che unisce i personaggi a prescindere da caratteristiche personali, situazioni o altro, in linea di massima il primo screzio è risolto solo in nome dell'amicizia ma senza una base reale
  • altri sistemi di conferma e reminding del "brand" quali le canzoni Winx, gli animaletti Winx ecc...
  • nessun limite, i personaggi non hanno genitori, non hanno problemi economici, i limiti sono o piccole seccature superabili con morale o grandi nemici da abbattere grazie al proprio coraggio e ai propri poteri
  • personaggi fatti per una immedesimazione immediata, e riconoscere una propria identità nettamente distinta dalle altre, i personaggi sono infatti caratterizzati da una/due particolarità caratteriali che ne definiscono anche le corrispondenti fisiche, visive (es. sportiva, amante dei computer, capelli corti, colore verde)
  • i personaggi sono gerarchizzati socialmente, c'è la protagonista, centro di ogni gruppo e portatrice unicamente di caratteristiche positive, ha i poteri più forti, le amiche più vicine, quelle meno vicine, in linea di massima è il capo all'interno di un modello di gruppo ben preciso e abbastanza aziendale. La gerarchizzazione è anche funzionale al fidanzato ( che normalmente esiste idealizzato o meno, un elemento che nei cartoni "maschili" invece non esiste mai) ed è speculare, cioè fidanzato migliore a ragazza gerarchicamente più importante.

Non sto dicendo assolutamente che la Barbie fosse salutare per la nostra educazione, ma non è la stessa cosa avere una bambola con una 5° di tette che cambia mestiere ad ogni uscita di catalogo, indossa abiti e ha svariati animali/sorelle/amiche/un fidanzato tutti sostanzialmente muti e lasciati alla nostra interpretazione piuttosto che un intero sistema di storie, canzoni, colori, frasi, movenze, simpatie, valori e merchandising diffuso.
La Barbie più che la sessualizzazione, nonostante curve e vestiti succinti, ci insegnava il consumismo e sostanzialmente, per quanto possa non piacerci l'idea, non si può dire che abbia fallito, infatti non ci identificavamo con lei ma con il bisogno di cambiarle l'abito, di farle avere altri accessori, mezzi di trasporto, parenti, ecc...in generale, Barbie era solo uno specchio dei nostri bisogni, più o meno frivoli, ma non di noi stesse.
La cosa più vicina al sistema giocattolo-mondo che abbiamo ora, era Sailor Moon credo, ma anche lì il merchandising era ancora troppo acerbo per essere così permeante nelle nostre vite, e soprattutto non era l'unico modello di cartone animato, i cartoni, che erano un po' la cosa fondamentale che ci dividevano nella quotidianità dagli adulti e che ci portavamo nei discorsi a scuola, nelle avventure immaginate e negli oggetti, erano anche molto diversi, per la maggior parte erano poco differenziati maschio/femmina e lo erano oltretutto solo alcuni, c'era Sailor Moon che risponde in parte al modello Winx, (soprattutto perchè era e restava solo il cartone che si poteva vedere limitatamente agli orari, ovvero aveva dei limiti) ma c'erano anche molti altri generi con storie e protagonisti completamente diversi, erano pochi quelli basati sulla competizione, la battaglia e la lotta individuale, i poteri magici al di sopra di ogni altra capacità. Quelli su combattimenti e grandi nemici erano così pochi in tutto il periodo '80-'90 da essere rimasti memorabili (ken shiro, cavalieri dello zodiaco, sailor moon, dragon ball, le tartarughe ninja), gli altri erano sostanzialmente storie completamente diverse ma soprattutto, i cartoni non erano necessariamente dei possibili alter ego ma erano personaggi che lasciavano ai bambini la possibilità di definire se stessi in modo più composito e meno netto o diretto. (è quasi magia johnny, occhi di gatto...  a volte anche istruttivi a modo loro come Pollon, Lady Oscar, esplorando il corpo umano).
L'immagine sopra è una ricerca genrica costumi halloween femminili e osservando bene vedete che alcune sono bambine altre sono donne, a volte il costume è proprio lo stesso e non solo.

Analizzando i costumi e i cartoni, emerge che le bambine oltre che le donne tendono sempre più a osservare se stesse in funzione di quanto piacciano agli altri e questo è il grande scoglio che il cosiddetto femminismo pop o moderno più che diminuire ha aumentato. L'ha aumentato perchè gli dedica un'enorme attenzione, ha allargato i canoni ma facendolo ha anche sottolineato quanto sia importante per una donna essere considerata bella, il piacere come massimo valore sociale anche ogni volta che un canone non vi rientra (essere grassa, essere bassa o altro), il piacere irraggiungibile come valore se si vuole essere considerate forti, il piacere come fonte di affetto, come fonte di aiuto, come fonte di potere. Correre ai ripari ogni volta che si sospetta che qualcuna possa non essere definita bella ci ha rese ancora più esposte, e oserei dire anche di nuovo esposte, ancora più sotto una lente di ingrandimento dove forza è spesso il sinonimo di un look più che di un fare o sopportare o riuscire..

La stessa sessualità che è stata una grande rivendicazione in quanto strumento di controllo e stigma sulla donna ora che è stato liberato sta tornando indietro modificato come un nuovo grande parametro di giudizio e successo, se prima dovevamo essere carine e pure, ora dobbiamo essere sexy e moderne, alla fine della fiera però dobbiamo sempre essere qualcosa di semplificato e visibile in modo massivo altrimenti siamo qualcos'altro che non va un granchè bene o semplicemente vale molto meno, un discorso che sugli uomini se esiste è già tanto e solo quando si rapporta alle donne, non certo con gli altri uomini.

Se non vogliamo vederlo in noi adulti proviamo a osservare almeno il mondo dei giocattoli e dei costumi dei bambini, vi invito ad andare in un qualsiasi ipermercato/supermercat e osservare il reparto giocattoli, le femmine hanno tantissimi giocattoli rosa, la maggior parte sono bambole e giochi di trucco e parrucco, come essere bella, essere speciale, essere gradevole

Non voglio entrare nella tematica della sessualizzazione delle bambine e della progressiva infantilizzazione delle donne perchè è un discorso ancora più lungo da trattare a parte (ma che esiste).
I maschi hanno giocattoli che li portano ad esplorare, combattere, conoscere, immaginare.
Qual è allora la differenza sostanziale? 
I maschi sono portati a conoscere e approfondire ciò che è fuori da se, a portare la propria attenzione (e quindi percettivamente anche quella di chi li circonda) verso il mondo circostante, quello che sanno fare, immaginare, inventare o hanno visto, fatto, trovato piuttosto che a se stessi, a come si vestono a come si muovono, a come cantano, a come ballano come invece sono portate e indirizzate a fare le bambine..
Non è diverso da quando negli anni '70 fu pubblicato "Dalla parte delle bambine" di Elena Gianini Belotti che, tra le altre cose, metteva in relazione le favole dei bambini e i ruoli maschio femmina, femmina=casa, interiorità, immobilità, maschio=attività, fuori casa, esteriorità intesa come fuori da sè. 
Il problema non è che esistano delle differenze e basta, quanto che per le femmine il proprio sè derivi sempre dall'essere in funzione di pochi parametri standardizzati e soprattutto che derivi sempre, in una strada o nell'altra dal piacere a qualcun altro.










giovedì 27 ottobre 2016

Le perle di Salvini - inizio, cristianesimo e magari fosse senza parole

Ho deciso di creare una rubrica tematica sulla pagina facebook ed eventualmente anche sul blog che si chiamerà "Le Perle di Salvini" - un affascinante viaggio nel mondo dell'illogico e del fomentamento delle paure ad opera della pagina facebook di Matteo Salvini.

Perchè farsi del male così e leggere la pagina di Salvini, vi chiederete.
Non posso davvero fare a meno di mostrarvi quanto siano assurdi i passaggi logici che utilizza, l'odio che genera e le motivazioni dei suoi seguaci.
Mi piacerebbe molto anche che prima o poi questa rubrica venisse letta anche da tutti quei personaggi pubblici sconvolti da Goro e che si sentono di dire che non è Italia.

Iniziamo con una perla del passato in cui Salvini non ha parole, perchè il Papa, alias il padre della chiesa cattolica, alias la religione basata sul porgi l'altra guancia, difendi i deboli, gli ultimi saranno i primi ecc... ha osato paragonare Maria a una migrante, perchè si è trovata a migrare in Egitto per scappare da Erode. (il che fa effettivamente di lei una migrante comunque, un po' come dire che un vegetale formato di tronco ligneo, rami e fronde in effetti è un albero). 

Insomma qui il nostro Matteone nazionale è proprio sconvolto, non è chiaro se perchè una volta tanto la religione cattolica davvero si stia pronunciando in difesa dei più disagiati o se perchè "migrante" invece che una persona che migra per Salvini è ormai diventato direttamente un insulto.


Ma il meglio deve ancora venire perchè a mio avviso il colpo di grazia ad ogni logica è il commento (con ben 34 sostenitori) della signora Daisy (è una pagina pubblica quella di Salvini quindi no non copro i nomi, bisogna anche responsabilizzarsi un po' delle stronzate che si dicono credo, è ancora lì bello online visibile da chiunque nel mondo con una connessione internet). Daisy che ci mostra tutta l'ignoranza sull'argomento e la mancanza di logica di cui sono capaci i fan di Salvini, e usa un'ardita argomentazione (davvero si è proprio impegnata) per farci sapere che i migranti per motivi economici sono clandestini (???) e che Maria non lo era quindi non solo godeva di protezione internazionale (la famosa protezione internazionale dell'egitto anno 0), ma soprattutto Dio ha creato il mondo quindi Gesù mica è straniero, al massimo è il figlio del creatore del mondo, è tutta casa sua insomma quindi per questo motivo il papa non può dire che Maria è stata migrante, è più che altro come la scappata dall'afa d'Agosto a Pinarella di Cervia. Il fatto non sussiste. Logico al cubo.
Che poi se questo commento fosse il testo scritto di un bambino di 5 anni sarebbe spassosissimo. io me lo immagino scritto con i pastelli, due fiorellini disegnati e una madonnina con la valigia e il passaporto.
Finiamo la nostra mini analisi/critica con gli altri due commenti, dove tutti si scandalizzano che il papa difenda i deboli, addirittura l'amica Betty ci dice che questa è la fine del cristianesimo (credo che sia rimasta un po' al periodo storico in cui il cristianesimo inquisiva gli infedeli e le streghe con strumenti di tortura e che anche se lei non lo sa, teoricamente, in Italia, è finito qualche secolo fa), poi ci sono i famosi 35 euro al giorno, di cui non serve a nulla ripetere all'infinito che vengono dati ai gestori di strutture emergenziali e non ai migranti ma niente, so' de coccio le nostre Betty, Daisy e Gaby.

martedì 25 ottobre 2016

Barricate a Goro - la xenofobia non (sempre) è razzismo

Prima di iniziare vorrei dire che è sempre più facile gridare al razzista e indignarsi che affrontare il complesso tema della xenofobia.


La vicenda è esemplare, a Goro e Gorino, frazioni in provincia di Ferrara, grossa parte della popolazione che in tutto si compone di circa 700 persone si è rifiutata di ospitare i migranti o meglio le migranti, cioè 12 donne di cui una incinta e 8 bambini e ha sollevato una barricata al pullman che le avrebbe portate nelle stanze dell'ostello requisite per ospitarle.

La situazione ovviamente è già in mano alla strumentalizzazione più avversa, chi li celebra per aver respinto la "dittatura dei migranti" chi si scandalizza (Alfano per esempio) come se si trattasse di una situazione di disumanità imprevedibile (?!).

Di certo è vero che qualcosa, nel passaggio tra il 1951 e oggi, qualcosa, nella morale umana degli abitanti di Goro e Gorino è andata storta, citando il fatto quotidiano sulla vicenda:

"Strana coincidenza per chi poco più di mezzo secolo fa si rese famoso in Italia per il proprio eroismo. Era la notte del 17 novembre del 1951, l’alluvione del Polesine e i pescatori di Gorino, “questo pugno di uomini intrepidi” – come riportano le cronache di allora – risalirono con le loro barche piatte la piena del Po, nel Rodigino, per portare aiuto alla popolazione. Allora “salvarono dalle acque 320 donne e bambini”."

Cosa è successo?
Prima di puntare il dito e indignarsi contro i mostri del momento mettiamo insieme alcuni fatti/informazioni che ci sono arrivati dai giornali:
1- La popolazione asserisce che il paese ruota intorno a questo bar/ostello, uno degli unici punti di ritrovo giornalieri per anziani, donne ecc per la colazione --> ovvero per gli abitanti, questo è togliere a loro un punto sociale e di comunità in nome di qualcosa che non conoscono
2- La cameriera di questo ostello parla di non poterci andare più se vengono i migranti perchè poi dovrebbe trovarsi la mattina da sola e ha troppa paura di quello che possono farle --> ovvero si aspetta qualcosa di molto diverso da quello che è la realtà cioè 12 donne e 8 bambini, ma parla presumibilmente di un gruppo di uomini, soli, numerosi e presumibilmente violenti questa la citazione:

“come faccio io ad andare là alle 6 di mattina, con il buio, da sola? E se mi fanno qualcosa?”.“Noi non siamo mai stati razzisti – ripete chi in quell’ostello ci andava quando era ancora un asilo, più di 50 anni fa -, lo stiamo diventando grazie a loro” 

In merito a questa dichiarazione vorrei riproporvi anche questo articolo, perchè ovviamente ci sono tanti omicidi e stupri e furti e rapine di italiani, ma noi non li classifichiamo.

3 - Le dichiarazioni principali che potete trovare nei video della vicenda1 e video 2 sono "ce lo mettono nel culo", "no", "se li prendano a casa loro", "sappiamo come vanno queste cose, l'abbiamo visto dai giornali" --> non c'è un dibattito, non c'è dialogo e c'è il concetto perenne di difesa (ricordiamoci che parliamo in questo caso di 12 donne e 8 bambini, quindi pensate come si possa essere così assurdamente sfiduciati e terrorizzati per pensare che questo possa essere una minaccia di invasione)

Quello che ne esce è un quadro tutt'altro che non italiano come ha comicamente detto Alfano, checchè se ne dica con la bontà ufficiale che esce sui giornali, sappiamo che Salvini negli ultimi anni ha mobilitato masse e ha preso potere proprio grazie alla xenofobia, che persino a Bologna, solita nota roccaforte della immaginaria sinistra, la destra è arrivata quasi in pareggio alle ultime elezioni comunali proprio grazie alla Borgonzoni, rappresentante della lega in avanposto con Salvini, proprio grazie alle incursioni dei leghisti con dibattiti e provocazioni, con asserzioni persino false sui migranti pur di tirare acqua e voti al partito, sappiamo che tutto questo, per quanto malefico oggi che si parla con sconvolgimento di chi ha fermato donne e bambini, ha funzionato.
 Basta vedere la sua pagina facebook per accorgersi che non sono per niente pochi i suoi fan, a lato ho messo uno screenshot e sono 3,4 mila gli italiani, in grado di usare un pc o uno smartphone nell'ultima ora, che seguono Salvini e sono d'accordo con lui e ciò che è successo a Goro e Gorino.
Quella di Goro e Gorino è esattamente l'Italia, e sarebbe anche ora di fingere che non lo sia, è l'Italia di pancia, sotto i tappeti, quella delle opinioni basate sulle emozioni, del cugino dell'amico a cui hanno rubato in casa gli zingari e il senso di frustrazione verso una politica distaccata, è un paese sfiduciato, fifone e bombardato dai media da una marea di informazioni fuorvianti che più che notizie spesso è tam tam di opinioni senza capo ne coda, l'italiano è assalito dalla salienza dei titoli di giornali che non rispondono più ad alcuno standard giornalistico e che puntano alla salienza per avere click, con notizie spesso non verificate, scritte persino male (vedi pagine che ci campano sopra con ironia quali Ah ma non è lercio), siamo un popolo alle corde che si è convinto di essere sull'orlo del baratro e in nome di questo sta perdendo la propria umanità per la strada, in nome della sopravvivenza presunta.

Quali fattori ci hanno reso così?
1- i media e la strumentalizzazione politica dell'informazione che gira intorno al tema dell'immigrazione, che viene affrontato solo negli ultimi giorni in modo non emergenziale dai comuni e dallo stato per la prima volta dopo anni di disinformazione, indecisioni, strumentalizzazioni e terrore verso quello che tutto sommato è un insieme di persone disperate, culturalmente diverse che entrano in un paese nuovo con mezzi di fortuna, morendo piuttosto che restare. Sono tanti, troppi per l'immaginario, al punto che 12 donne più 8 bambini vengono visti come troppi.
2- la politica ha perso completamente la fiducia della popolazione, e ci ritroviamo nella situazione per cui qualsiasi piano di lungo periodo anche intelligente, anche umano, anche valido, viene applicato con la coercizione, addirittura a sorpresa, per esempio la location dell'ostello è stata comunicata troppo presto secondo le autorità e questo ha permesso la manifestazione, no la manifestazione non viene dalla possibilità temporale, viene da altri fattori e il fatto che lo stato agisca a sorpresa (come per gli sgomberi abitativi) per non avere problemi è senz'altro un enorme problema. La popolazione non si fida più di chi governa, non si fida più di ciò che non è a suo vantaggio e che non può valutare nell'immediato. Una delle frasi più dimostrative è che nel video che vedrete sulla protesta di Goro e Gorino, sentirete una risposta netta anche a 12 donne di cui una incinta, la motivazione è che è solo una trappola, la folla intera crede che sia una trappola. La popolazione ha espresso in modo ineluttabile prima di tutto la sfiducia verso i poteri che dovrebbero rappresentarla, la politica dovrebbe saper essere affidabile, dovrebbe comunicare con la popolazione (un altra dichiarazione è infatti quella "non è stata coinvolta la popolazione"), coinvolgerla e renderla partecipe soprattutto quando si ha a che fare con una comunità. Ma poi diciamocelo, una politica assente per tanti temi, tristemente indecisa e arroccata che si fa viva per prendere dei locali privati (temporaneamente) coercitivamente per ospitare migranti è quanto di più cieco si possa fare per non far sollevare un paese che è una specie di bomba ad orologeria contro il povero più povero che potrebbe prendergli qualcosa e rendere povero più povero anche lui.


Non sto dicendo che abbiano ragione i Gorini anzi, si è compiuto un atto gravissimo, perchè innanzitutto c'è stata la prima vera esternazione di massa della caduta morale italiana, ma anche perchè c'è un precedente in cui opporsi a una manovra fatta per salvare qualcuno di indigente e indifeso è stato possibile, un paese si è sottratto al bene comune e al senso civile di appartenenza a uno stato in nome semplicemente della paura, del falso dio dell'ignoranza e della disinformazione, della sfiducia e quel paese ora è caduto.

Cosa succederà?
Ci saranno due movimenti paralleli rispetto ai comuni e agli abitanti, 
  1. quello di chi era indeciso e vedrà il trattamento da mostro che hanno ricevuto gli abitanti di Goro e Gorino e si farà paladino dei migranti con tanto di pompa magna per prendere le distanze dal mostro, la popolazione potrebbe agire allo stesso modo o opporsi fermamente.
  2. sarà invece quello di chi cercherà di allargare la breccia fatta dagli abitanti di Goro sfaldando il più possibile una rete comune di supporto tutto sommato obbligata in nome dei diritti umani e se vogliamo farlo per utilitarismo, è l'obbligo di preservare la propria umanità.

Sono convinta che lo scenario non sia deciso, ma che ora siano più forti per i motivi sbagliati due contrapposizioni e il rischio sia ora una duplice cecità mentre è necessario essere umanamente concreti verso la questione immigrazione, vigili verso la concessione degli appalti e umani verso l'accoglienza. Di certo è che l'informazione in Italia è pessima, è strumentale, eccessivamente opinionista e fuori controllo soprattutto per quanto riguarda quello che gira su internet (a tal proposito qui il link alla lista nera dei siti di disinformazione fatta da Butac, in continuo aggiornamento, tra questi, il mitologico Piovegovernoladro, da cui Gasparri condivise una falsa notizia, per dire come stiamo messi insomma).

Altro dato è che i comuni e gli organi di governo non parlano abbastanza con le realtà sociali e la popolazione fuori dai circuiti ufficiali sulle tematiche di interesse trasversale, manca senz'altro quello che è un dialogo e che, a causa dei lunghi tempi decisionali della politica e anche di una loro pigrizia e cecità di fondo, vede sempre più una contrapposizione tra scelte politiche e popolazione, vede una diffidenza crescente e crea un blocco politico, nonchè un'individualizzazione sempre più accentuata nelle persone che sempre più si chiudono nelle comunità più piccole se non nelle proprie famiglie togliendosi dalla vita politica, di fatto peggiorando ancora di più la situazione.

Ma non solo, questo distacco, avendo una classe politica tutto sommato cieca e autocompiacente, sta favorendo l'aumento dell'autoritarismo da parte dello stato, lo vediamo negli sgomberi sempre più violenti, nell'aumento della polizia, delle telecamere, e al contempo all'aumento dell'ansia nella popolazione, della paura del nuovo, del migrante misterioso e violento imposto come un veleno nella comunità. Se le manovre autoritarie servissero, non ci sarebbe sempre di più questo clima, abbiamo questo clima perchè a ogni dubbio della popolazione, lo stato risponde con regole e polizia, un modo poco elegante per dire che di sicuro non c'è un dialogo e che probabilmente c'è davvero qualcosa di cui avere paura.

venerdì 14 ottobre 2016

Conversazione con Virginione sullo sgombero di via De Maria

Ciao Virginio,
è sempre un dolore arrivare a questo ma viste le tue dichiarazioni è inutile fingere che quello che dici in fondo vada bene, che in fondo siano solo le solite dichiarazioni da sindaco che deve sguazzare con i piedini puzzoni tra la scarpa delle decisioni della questura e quella della cittadinanza.
Ma dopo queste dichiarazioni Virginio, come si fa a far finta di niente? Hai proprio detto troppe cazzate Virginione nostro!
Perchè mi chiederai, che ho detto di male? ed è così che inizia il nostro dialogo sulla vicenda.
Io - Ma Virginio, strumentalizzare così il rovesciamento di quattro bidoni del rusco parlando di grande disagio dei cattivoni antagonisti, ma dai Virginio
Virginione Merola nostro - Ma è vero, li hanno rovesciati, hanno creato disagio!
Io - Sì Virginione lo sappiamo tutti che non è una passeggiata al mare rovesciare i bidoni, quello che non vale è decontestualizzare, perchè hanno rovesciato 'sti bidoni Virginio?
Virginione Merola nostro - Perchè sono antagonisti? Per antonomasia ci vogliono male?
Io - No Virginione è perchè la questura (incarnatasi nel peccato nel personaggio di Coccia) alle 6 di mattina, ha mandato la polizia a sgomberare una palazzina occupata da famiglie con bambini, quel palazzo era sfitto da dieci anni prima del loro arrivo
Virginione Merola nostro - Sì lo so, avevo riattaccato io l'acqua che gli avevano staccato, sono uno buono io
Io - Ma no Virginio, tra il minimo indispensabile e la bontà ce ne vuole eh, non mi rigirare sempre la frittata, fammi finire
Virginione Merola nostro - Va bene
Io - Virginione, è successo che si sta attuando una pratica terrificante per gli sgomberi, che la questura non ascolta le possibilità di contrattazione e che in effetti avete creato molto più disagio voi, perchè quello che dici sui cattivoni che rovesciano i bidoni, tralascia che la polizia ha bloccato un intero isolato fino a fine sgombero, ha staccato la corrente per 20 minuti all'interno del perimetro per non permettere comunicazioni con l'esterno, ha sequestrato i cellulari (che è una discreta violazione dei diritti) per evitare che si comunicasse con l'esterno, che si facessero foto o video della vicenda (perchè poi? se lo sgombero è legale) e ha fatto evacuare l'edificio con spray urticante indistintamente su bambini e adulti. Nel frattempo gli stessi residenti non potevano uscire, il blocco ha incluso la stazione di via Carracci in orario non da poco disagio come ben abbiamo sentito dai giornali, e quello che hanno fatto i cattivoni antagonisti è stato protestare contro una manovra nascosta e violenta da parte dello stato e dalla polizia (che ricordiamolo, agisce in nome di tutti i cittadini e non dovrebbe nascondere o autochiudersi in quello che fa). 
Questo stava accadendo nel cuore di una città italiana, a discapito di diritti, risposta e testimoni, nonchè, visto che parliamo di disagio, di minima cura verso gli esterni alla vicenda, che se permetti, essere bloccato in un perimetro senza corrente e senza preavviso (e parlo anche di chi abitava semplicemente nel perimetro ma non era dell'occupazione) o non poter prendere un treno ne scendere in orario di punta per pendolari mi sembra un po' più disagevole che rovesciare quattro bidoni se proprio la vogliamo girare sulla questione disagio. E poi i giornalisti? Perchè non sono potuti entrare? Perchè è stato fatto di tutto per evitare una testimonianza qualsiasi delle vicende?
Le dichiarazioni del comune hanno parlato di uscita pacifica, di strumentalizzazione, ma a questo punto chi sta strumentalizzando Virginione? 
Virginione Merola nostro - Noi siamo legali e buoni
Io - Ma mi ha ascoltata?
Virginione Merola nostro - Noi siamo legali e buoni
Io - Ma che succede?
Virginione Merola nostro - Noi siamo legali e buoni
Io - Ma, ma mio dio è un pupazzo!

fine

mercoledì 12 ottobre 2016

Rigurgito post moderno very design eco friendly very bello


Ma che ce frega a noi dei poracci, noi magnamo la mortazza bio slow certificata al FICO Eataly World, facciamo i tour in bici e siamo super eco friendly, ascoltiamo l'elettronica-pop-postmoderna-chillout che promuove una figura della donna sexy e indipendente ma poi veramente sexy ma very strong, e ci facciamo un drink bio che costa un'ora di stipendio ma ne vale la pena, servito in un barattolo di marmellata riciclato in un locale che è anche libreria e anche galleria d'arte emergente e vende i dischi in vinile perchè il suono è tutta un'altra cosa, davvero.
E tutto è bellissimo gente se non si guarda oltre a questo, e perchè dovremmo? Cioè io c'ho i miei problemi pure, e pure voi, c'ho il canone rai che manco la guardo la rai.
Viviamo nel mondo digital fatto di comunicazioni che sono monologhi registrati che non ce costano niente, ma niente più, guardiamo foto colorate e celebriamo la bellezza e dignità delle donne bruciate con l'acido in Pakistan e siamo con loro, con il cuore e poi sono bellissime loro, che coraggio che c'hanno e via verso un'elettrizzante tour dei vini e il nuovo giocattolo Ikea per una casa really good vibe.
Ma che ce frega a noi degli sgomberi di famiglie fatte alle 6 di mattina con lo spray al peperoncino anche sui bambini, che ce frega se sequestrano i telefonini e calpestano diritti, mica erano i nostri, quei telefoni, e quei diritti, o forse sì ma che ce frega.
Che ce frega degli spazi autogestiti, che sono tutti drogati senza lavoro quelli, non li ho mai visti ma così mi han detto, sarà vero.
Che ce frega dei disadattati, dei drogati, delle prostitute, dei vecchi che si sono giocati tutto a poker, se la sono tutti cercata, che ce frega della vecchia che chiede l'elemosina, della cinquantenne grassa che non fa sport perchè è grassa ed è grassa perchè non fa sport, deve magnà meno, dei bambini degli immigrati che salgono sui gommoni e muoiono in mare con il ciuccio in bocca se ce l'hanno, mica sono figli nostri finchè non li vediamo a faccia in giù nella spiaggia con il pannolino ancora addosso, ma che ce frega dei migranti, che mica hanno i motivi giusti, che dovrebbero morire con onore nel loro paese, che ce frega dei poveri, degli sfruttati e malpagati e frustrati come diceva Rino Gaetano.
Ma che ce frega che stiamo bene noi stiamo che ce frega se il mondo crolla e noi siamo su un piedistallo a galleggiare soli nello spazio.

martedì 11 ottobre 2016

Legalità e buon senso, sgomberi e sociale - dopo lo sgombero di via de Maria (BO)

Molti sanno cos'è uno sgombero e in tanti mi dicono che è normale, è illegale l'occupazione di uno stabile privato o pubblico che sia, se non si rispettasse la legge sarebbe l'anarchia, e poi il quadro immaginario degenera fino a pestaggi per strada agli anziani, droghe ai bambini e nazisti in sella ai t-rex.

Due cose:
  1. La legge non è una forma statica e non è a senso unico rispetto alla società, anzi la legge è prima di tutto buon senso e ha come primo obiettivo la protezione del più debole non solo, la legge istruisce la società da cui apprende se stessa, si può e si deve cambiare sulla base delle esigenze sociali, in particolare per proteggere i più deboli
  2. In tutta Italia esistono proprietà sfitte anche da decenni (vedi ex telecom di Bologna) e occupazioni di pochi anni o mesi che vengono terminate con le persone, intere famiglie per strada in attesa di un alloggio, con cambio di vicini, stress e diciamocelo magari anche due o tre manganellate per gradire che non si rifiutano mai
  3. Banche, Chiesa e compagnie immobiliari detengono un enorme patrimonio in immobili, spesso lasciati sfitti con l'obiettivo di alzarne i prezzi o semplicemente per mala gestione
  4. Se un privato possidente di casa si trova davanti un inquilino che non paga l'affitto, prima di liberare la casa possono passare mesi o anni in quanto viene protetto l'inquilino occupante ma non viene sostenuto il proprietario privato che oltre al mancato guadagno dovrà continuare a pagare le tasse sull'immobile
Quello che si sente come completamente assente in tutte queste vicende/possibilità è lo Stato, il welfare, che attualmente interviene (quando interviene) da cuscinetto durante il dramma, e che invece dovrebbe lavorare nel quotidiano, evidenziare le disparità, costruire dei piani appositi per redistribuire le possibilità all'interno del proprio territorio.

Ad esempio:
Perchè non vengono censiti gli immobili sfitti in particolare quelli in mano ad aziende? E fatto questo perchè non si elabora una proposta di scambio tra Comune/Stato e privati per renderli fruibili in quanto suolo e habitat occupato rispetto al bene comune?
Se non in affitto magari anche con una soglia di tempo (ad esempio sfitto da 1 anno), perchè non definire accordi tra Stato/comuni e proprietari soprattutto quando queste sono società s.r.l. (a responsabilità limitata) che rendano disponibili gli alloggi per le fasce deboli per tempi specifici? In cambio si possono accordare abbassamenti di tasse su quegli immobili e diventerebbe conveniente sia al Comune/Stato che rinuncia a una quota minore rispetto al costo del mantenimento di nuovi immobili sia alle imprese che già non stanno affittando. Potrebbe diventare persino vantaggioso per quelle imprese che possiedono immobili di basso valore e hanno alti costi fissi che potrebbero non collassare in tempo di crisi.
Perchè i privati (che poi anche a causa di questo non sono in grado di vedere la differenza tra un'occupazione privata e una diversa, ne i motivi che portano ad occupare) devono fare da produttori di welfare al posto dello Stato nel momento in cui non viene loro riconosciuto l'affitto? Dovrebbe esserci almeno il condono delle tasse ed eventualmente un risarcimento base perchè proprietario non significa per esempio che alle spalle non ci sia un mutuo da pagare o ci sia un reddito da Donald Trump. In pratica si acuisce una guerra tra poveri e ceto medio che viviamo tutti i giorni ogni volta che lo Stato si lava le mani di una situazione che dovrebbe gestire in modo equo.

Lo sgombero ultimamente è il mezzo preferito dalle procure perchè diciamocelo, è una soluzione facile, rapida e  per i poliziotti piuttosto indolore (hanno caschi, scudi, manganelli e soprattutto una casa dove tornare) viene fatta in modo meschino, con spray al peperoncino (su bambini e vecchi), fatto alle 6 di mattina quando nessuno vede, bloccati giornalisti e sequestrati i cellulari. Come dargli torto, del resto è molto più comodo credere fermamente in qualcosa e portarlo avanti senza sensi di colpa che interrogarsi su quello che si sta facendo, avere dubbi, vedere un umano nell'altro, concepire di essere svegliati nel cuore della notte o quasi ed essere buttati fuori dalla cosa più vicina a una casa senza nulla. 



E' la legge, la legge difende i più deboli.
Stiamo assistendo a una censura e un rispetto della legge che è miope ed è pura distruzione di un lavoro sociale non indifferente, non solo tra volontari e associazioni (ASIA, Social Log ad esempio) ma anche perchè chi è parte delle occupazioni abitative è spesso una persona o una famiglia che fuori da quel clima, da quella comunità che si è creata, che riesce a partecipare all'esterno grazie ai volontari, che si salva grazie alla collaborazione, è solo, o vive un disagio e una disparità forte e attraverso una comunità condivisa questi stridii vengono calmati, paradossalmente (ma nemmeno tanto) conviene a tutti gli altri che chi è in disagio stia meglio, se proprio vogliamo fare un discorso utilitaristico per la società "bene" intorno alle occupazioni, dobbiamo considerare che chi finisce a spacciare, a drogarsi, chi dorme per strada, chi uccide per pochi spiccioli, chi si perde rispetto alle regole sociali condivise, è una persona e ovvio non vale per tutti ma la maggior parte delle volte, in un clima diverso, con meno frustrazione e isolamente potrebbe vivere diversamente, potrebbe essere meno frustrato, disperato e bisognoso e potrebbe non essere qualcosa di parasociale in futuro.
Ci siamo molto inflazionato il termine integrazione, al punto che abbiamo dimenticato che non è riferito solo tra persone di lingue diverse ma soprattutto chi è sotto la soglia di povertà, non ha le risorse per partecipare a nulla che sia la vita comune, le scelte sociali, le possibilità, e questo vale anche per i loro figli che imparano a essere fuori dalla società, che conoscono il rifiuto e l'isolamento fin da piccoli mentre potrebbero crescere dignitosamente.

E' ovvio che l'occupazione sia illegale, lo sanno anche i bambini che non posso andare nell'atrio dell'AUSL e piantarci una tenda da campo solo perchè potrei vivere gratis invece che pagare un affito, è naturale che non dovrebbe succedere ma quando succede e se succede con questa frequenza e succede a chi finisce in strada è ora di guardarsi in faccia e trovare una soluzione realistica al fatto che troppa gente non può permettersi una casa, che per creare qualsiasi cosa di comunitario che non sia una social street o una bacheca servono soldi, che esistono situazioni di disagio forte e che siamo ancora in crisi economica e che non ha più senso protegger un immobile sfitto a scapito di famiglie intere con una soluzione da zero (famiglie occupano) a cento (l'immobile viene sgomberato e resta sfitto, diventando un bel bucone inutile e in accessibile di cemento vuoto in mezzo alla città le cui strade pubbliche si riempiono di persone senza fissa dimora), che non ha senso non premiare quello che è il senso sociale piuttosto che un bar e non si può pensare che ogni attività umana debba essere lucrativa per esistere e mantenersi, siamo umani non casseforti.

L'ultimo punto in merito è, di cosa parliamo quando parliamo di emergenza? L'emergenza è uno stato temporaneo e immediato, piccolo nel tempo, non regolare, ma quando in tutta Italia si riscontrano (vedi in Sicilia ma non solo), tra italiani e migranti, famiglie e singoli, vecchi e giovani, quando l'occupazione degli spazi inutilizzati produce comunità (abitativa, culturale, sportiva ecc...) e allontana dai rischi sociali della disperazione, dall'isolamento e dalla violenza, quando questo succede regolarmente non c'è emergenza, c'è mala gestione delle risorse, c'è un sistema di priorità sbagliato che premia un'ottica di guadagno e non un'ottica sociale, ma anche se siamo tutti capitalisti, lo Stato e il Mercato sono cose diverse, devono esserlo e ci serve una politica e una legislazione che non ragioni in emergenza solo perchè non è preparata o si sta fondendo con il Mercato ma che cambi se stessa per adattarsi a ciò che DEVE saper gestire.

lunedì 10 ottobre 2016

Il magico mondo delle buone cooperative - Yoox e Mr. Job

Oggi parliamo di un argomento spinoso perchè parte di un immaginario collettivo particolare e un po' intoccabile (o come per ogni cosa eccessivamente innalzata, enormemente deprecata da un'altra fazione): le cooperative.

Cosa hanno di speciale le cooperative? Nascono come aggregato economico di tipo sociale, quindi una sorta di off del modello capitalista (dove c'è un arricchimento di chi possiede e uno il più limitato possibile da chi lavora), nella cooperativa il principio è quello di ripartire gli utili fra i soci membri e quindi determinare un accrescimento economico collettivo piuttosto che piramidale. 
Idealmente le cooperative permettono una partecipazione attiva di tutti i soci con il principio "una testa un voto", e una ripartizione degli utili decisa in modo assembleare, tra tutti i soci.
Questo è ciò che succede in termini giuridici a livello di gestione, quello che non si dice, ma lo sanno molto bene i lavoratori nel sociale, è che le cooperative sono anche buchi di diritto dove sostanzialmente si sfrutta l'agevolazione fiscale concessa (che potete vedere qui) mantenendo sostanzialmente l'atteggiamento imprenditoriale di una qualsiasi azienda.

Le cooperative accedono ad appalti specifici in particolare per la manodopera in cui gareggia con le altre cooperative sulla base del miglior prezzo, andando quindi al ribasso ma mantenendo un margine di guadagno, i lavoratori che ne fanno parte sono assunti (come in un'azienda) con contratti temporanei e rinnovati più e più volte in base agli appalti con stipendi più bassi dei lavoratori con stessa mansione e stessa qualifica che sono inseriti nel pubblico o nel privato, proprio in nome della convenienza dell'appalto.

In pratica alle cooperative spetta la flessibilità che chi appalta non vuole permettersi e allo stesso tempo, vengono gestite da chi uno scopo di lucro può tranquillamente averlo e può permettersi contratti estremamente flessibili in nome delle modalità con cui accede alle risorse.
L'incrocio di queste variabili ci porta ad avere un sistema parallelo, ingarbugliato e sommerso, spesso svogliatamente indagato anche a causa dell'ideale che aleggia intorno alle cooperative e al terzo settore in generale ma anche per motivi più ciccioni diciamo, cioè una discreta collusione tra cooperative e mondo pubblico.

Nel caso Yoox e Mr Job, ritroviamo l'emblematico mondo dello sfruttamento lavorativo in tutta la sua forza, Mr Job è infatti la cooperativa in appalto per la forza lavoro di Yoox legata alla logistica (facchinaggio, magazzino...), in questi ambiti, ovvero moda e e-commerce, la logistica ha un ruolo centrale anche se a noi consumatori non viene sbandierato altro che abbinamento colore, sensualità e quotidiano, nella realtà è giocato tutto sulla rapidità dei tempi di lavoro ed è uno dei settori a maggior rischio di sfruttamento a causa di una qualificazione necessaria relativamente bassa, le esigenze economiche e le modalità di assunzione. In pratica per assurdo ci troviamo nella massima espressione del capitalismo paventato da Marx, con riduzione del costo di manodopera al limite del possibile per mantenere quanto più alto il guadagno. Non solo è una questione di costo però, infatti quando il lavoratore diventa macchina, sostituibile, quantificabile, tarata unicamente su efficienza e produttività, avviene il crack della dignità umana. Ovvero il lavoratore è un operatore, un oggetto, come una macchina pretendi che funzioni per ciò che ti serve, e se non ti produce quanto vuoi puoi sostituirla se c'è ricambio, e in tempo di crisi il ricambio c'è. 

Il lavoratore è qualcosa che non è davvero umano, tutto sommato ti appartiene perchè compri il suo tempo e da questo cambio di mentalità degenera anche il resto del trattamento che diventa insultante, privo di rispetto e oggettificante, peggio ancora avviene quando il datore è uomo e i lavoratori donne, come nel caso Yoox, allora l'oggettificazione del lavoratore prende anche le sfumature dell'antica oggettificazione sessuale, dal tempo, al rispetto, al corpo, tutto fa parte di quel pacchetto di stipendio quasi fosse un contratto orario di proprietà, dove i confini tra possesso e contratto tutto sommato sono scavalcabili da chi ti permette di vivere e potrebbe semplicemente prendere qualcun altro più disponibile nel caso non ti andasse bene.

I lavoratori si sono rivolti al Cobas nel 2014  portando a galla il problema dei maltrattamenti e delle molestie, il 6 ottobre sono state ascoltate le parti e nel 2017 avremo una sentenza, per avere un'idea di quello che c'è dietro il termine molestia di seguito vi riporto alcuni stralci di interviste pubblicati qui e che sono stati raccolti a partire dal Luglio del 2014:

- Le prime settimane il responsabile F.G. della cooperativa Mr.Job entrava nello studio fotografico una volta all'ora e si rivolgeva a noi sempre nello stesso modo.
“Allora quanti pezzi avete fatto? Dieci in più? Se non li avete fatti non voglio nemmeno sapere il numero . Vengo tra un'ora per sapere che avete fatto dieci pezzi in più.”
- “Se non avete voglia di lavorare (ci diceva) domani state a casa che io prendo altre ragazze”

“ Non avete voglia di fare niente e non capite un cazzo” ci urlava sbattendo i pugni sul tavolo e se qualcuna provava a parlare o a giustificarsi lui urlava frasi come : “basta non me ne frega un cazzo di quello che avete da dirmi . A me interessano solo i pezzi che dovete fare....perchè fuori c'è la fila di gente che ha bisogno di lavorare e voi per stare qui dovete sputare il sangue”

“Sei la prossima che mi scopo” o ancora “Il certificato portamelo in bagno” o “ Se non fai la produttività te ne puoi stare anche a casa”
“Mi si diceva : “Come sei bella! Fammi veder come balli la danza del ventre”. Una volta lui si avvicinò a me e mi toccò in maniera impropria baciandomi sul collo. Io mi irrigidì e lo pregai di non farlo mai più. Di fronte ai miei espliciti rifiuti il suo atteggiamento cambiò e le sue attenzioni mutarono in atteggiamenti punitivi. Venivo spostata continuamente di reparto. Mi venivano addebitati errori che io sapevo di non aver fatto . Mi furono negate sistematicamente le ferie che in tre anni non potei mai fare, nemmeno per un solo giorno.”

Questo tipo di comportamenti non è affatto raro, soprattutto sulle lavoratrici, è importante capire come riconoscerli, trovare in questo caso un esempio di unità e miglioramento, che indirettamente colpisce anche chi entra nel mondo del lavoro, chi entrerà più tardi e chi già ci si ritrova. La precarietà e la crisi sono problemi economici ma anche terrificanti strumenti di controllo che funzionano su chi già è più debole. Quando si parla di basso costo, quando il consumo è massimamente agevolato per l'acquirente, purtroppo è difficile che dietro non ci sia uno sfruttamento, a prescindere dall'attrattività del mondo in cui i prodotti venduti ci proiettano.

Alcuni link:

mercoledì 5 ottobre 2016

L'opinionismo dei diritti appanna l'UE

Come detto in un altro articolo che potete leggere qui, in Polonia sta accadendo l'impensabile dai tempi del dopoguerra (che non è poi così lontano in termini storici), si sta ricostituendo un regime eletto affine ai grandi regimi totalitari.
Come è possibile che un paese parte dell'Unione Europea ( dal 2004) possa modificare così velocemente la propria struttura politica interna senza ostacoli?
Come può un paese negare diritti quali aborto, fecondazione assistita in ospedali pubblici e educazione non influenzata da ideologie religiose e quindi non frutto di opinioni? 
La realtà dei fatti sta in un principio cardine, ovvero l'Unione Europea è prima di tutto un'unione economica, cioè se quello che succede riguarda gli scambi economici europei tutti a smazzarci di dibattiti, altrimenti un po' anche non ce ne frega e rispettiamo il tuo potere sovrano dello stato sui cittadini.
L'altro principio è quello per cui in effetti non è mai stato decretato un insieme di diritti fondamentali condivisi e precisi che andassero oltre il banale e generico diritto alla salute, alla vita, all'integrità ecc...
Questi diritti sono opinabili al loro interno, ovvero io ti garantisco il diritto alla salute che per me significa che puoi curarti negli ospedali pubblici ma non significa che tu possa abortire perchè non considero l'aborto un problema per la tua salute salvo quando la tua vita è in pericolo, questo, nel caso della Polonia, anche in caso di gravidanza per stupro o incesto.
L'importanza dell'opinione rispetto a scelte fondamentali che influenzano profondamente le vite delle persone è un grosso ostacolo alla lucidità con cui queste scelte devono essere prese.
Martha Nussbaum, pone questo problema nel suo libro sulla giustizia sociale e ci interroga sul grande dilemma religione (cultura) e diritti, certo se io impedisco a una società di perpetuare l'infibulazione sto calpestandone la cultura, ma questa cultura si basa su principi che ledono espressamente alcune categorie (nel totocalcio delle culture, nel 99% dei casi, le categorie vessate saranno FEMMINE, OMOSESSUALI e varie culture esterne opposte come ad esempio i Kurdi).
Come fare allora?
La Nussbaum è molto netta e poco disposta a scendere al compromesso culturale, e credo che sia una scelta logica e sensata, ovvero non posso far soffrire nessuna vita in nome di una tradizione violenta in cui si è casualmente trovata a nascere, e devo fare di tutto affinchè non ci siano lesioni psicologiche e fisiche alla persona. 
Portare avanti una gravidanza non desiderata non rientra in una lesione psicologica della donna e del bambino? E fisica? Il bambino non desiderato (per motivi anche molto validi come uno stupro, motivi economici o anche solo il non voler essere un genitore e rendersi responsabile di una creatura) dovrà essere anche cresciuto, dovrà essere curato, e ha il diritto di essere amato, accudito e nutrito così come la madre ha il diritto di provare quei sentimenti e non modificare interamente la propria vita in funzione di una scelta esterna, ha il diritto di non avere la responsabilità di un altro essere se non è in grado (per motivi diversi) di prendersela, perchè poi l'aborto è sempre molto particolare, cioè non puoi abortire ma il bambino è tuo, ne sarai responsabile, lo crescerai, nutrirai, sacrificherai il tuo tempo, sonno, soldi e quant'altro per lui. 
Secondo il principio della Nussbaum, io non posso negare una possibilità di accesso alle proprie capacità, cioè alla possibilità di compiere la propria potenzialità come essere umano in nome di una scelta negata per motivi culturali, ovvero, le possibilità tecnologiche ci sono, le strutture ci sono, ma limito l'aborto come possibilità in quanto Stato perchè seguo il principio religioso del modello di famiglia in cui la riproduzione è centrale e la donna ha meno voce in capitolo in quanto essere umano esistente rispetto al neonato potenziale. 
Si potrebbe rispondere che questo lo dovrei garantire al feto, ma se io ragionassi in questo modo, starei sostanzialmente negando i diritti a un essere umano compiuto per darli a un insieme di cellule, e a questo punto lo Stato dovrebbe intervenire sul diritto dell'uomo di masturbarsi perdendo importanti spermatozoi perfettamente in grado di diventare esseri umani una volta entrati nel grande ring dell'utero e sopravvivere in stile Highlander, tutto ciò nonostante l'espressa l'indicazione biblica di non disperdere il seme. Uno scandalo.
Higlander (l'attore) viene da uno spermatozoo che non è stato sprecato in un fazzoletto di carta e che probabilmente ha pensato: "Ne resterà uno solo!" - sì non c'entra ma mi ha fatto molto pensare

Se oltre la questione economica gli stati dell'Unione Europea si occupassero di diritti e sociale, una situazione come quella polacca verrebbe fermata, chi si trova a subirla attualmente è in un'incoerente baccello europeo che decide cosa deve produrre e consumare ma lo lascia a urlare al vento contro un'evidente ingiustizia.


martedì 4 ottobre 2016

Non solo Czarny Protest - Cosa sta succedendo in Polonia

Quello che stiamo vedendo in questi giorni è un momento di grande scontro tra il governo polacco e le donne polacche, sostenute dalle associazioni femministe. Quello che vediamo è però una punta di quello che è un insieme di manovre legislative molto gravi nel loro complesso, assolutamente legalizzate in quanto varate del governo eletto e in pieno cuore d'Europa quindi allo stesso tempo è un grosso problema, ma è anche legale, questo in pratica ci dice che a livello di potere fra stati abbiamo le mani legate.
Vi do qualche sunto in pillole per capire cosa succede nel complesso e non solo a livello di protesta (trovate più approfondimenti su questo articolo de Il Post):
  • Ottobre 2015 - viene insediato il nuovo governo eletto con primo partito Diritto e Giustizia, (Pis) un partito di destra di cui fa parte anche Beata Sydlo, prima ministra
  • Dicembre 2015 - prima grande manifestazione antigovernativa (50 mila persone) a Varsavia, seguita da una manifestazione progovernativa, le cause sono:
    • Leggi che gradualmente sembrano voler rendere illegale l'aborto (sappiamo oggi che i gruppi femministi avevano decisamente ragione)
    • Leggi che eliminano il supporto economico alla procreazione assistita negli ospedali pubblici, uno strumento peraltro molto utilizzato
    • Lo scavalcamento da parte del governo del Tribunale Costituzionale, dove sono stati eletti giudici direttamente dal governo che non vengono riconosciuti dal tribunale in quanto eletti incostituzionalmente, costituendo il blocco del tribunale in quanto non c'è legittimazione reciproca tra Tribunale Costituzionale e Stato (questo viene definito colpo di stato strisciante)
    • Inserimento diretto da parte del governo di persone affini al partito dominante, nei servizi segreti in primis e nella tv di stato e in generale in quanti più organi controllabili, con ruoli a fini direttivi
  • Dicembre 2015 - nasce il Comitato per la Difesa della Democrazia, che si occupa in primis di monitorare la situazione e organizzare le mobilitazioni
  • Il partito principale (Pis) promette il supporto della famiglia tradizionale e l'eliminazione dell'ideologia gender a fianco della Chiesa, inoltre, in caso di contrasto si definisce pronto a eliminare la propria sottoscrizione alla Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, decretando quindi apertamente il proprio mancato sostegno ai casi di violenza subiti dalle donne
  • 23 Settembre 2016 - il governo propone la legge antiaborto che consiste in una modifica della legge attuale, ossia che include come legale solo l'aborto per stupro, incesto, gravi lesioni irreparabili del feto, pericolo di vita della madre. La modifica restringe la legalità dell'aborto al solo caso di pericolo di vita della madre, di fatto rendendo la madre priva di qualsiasi diritto anche nei casi di stupro e incesto
  • 03 Ottobre 2016 - I gruppi femministi, i gruppi democratici e i privati entrano in sciopero e scendono in piazza a Varsavia vestiti di nero sotto il nome Czarny Protest (protesta in nero) per protestare contro le leggi sull'aborto, in varie parti del mondo si riscontrano proteste solidali e in generale discussione e promulgazione dell'argomento e della causa
Ora, non è necessario essere parte di un gruppo femminista o dichiararsi femministi (anche se sarebbe ora) per capire che la situazione è molto grave, quello che sta avvenendo è sostanzialmente un colpo di stato, sta succedendo attraverso un governo di destra che ha vinto promuovendo una certa idelogia della famiglia e che sta palesemente portando avanti questo ideale e ci riguarda tutti. Abbiamo già visto, in Europa un'escalation di manovre simili, noi italiani in primis lo sappiamo che questo è l'inizio di una dittatura che va fermata perchè in nome di ideologie distrugge le libertà di gruppi selezionati di individui e prima di accorgersene anche di tutti gli altri, per ora sono principalmente le donne (ma anche gli uomini visto che viene controllata l'informazione, e le donne non fanno figli da sole), probabilmente saranno presto presi di mira gli omosessuali e questo è evidente nel momento in cui si parla a di famiglia tradizionale e di ideologia gender, che peraltro non esiste e che verrà eliminata con programmi specifici nelle scuole in accordo con la Chiesa.
Non è facile fare qualcosa da privati, ma almeno teniamoci informati, condividiamo, mobilitiamo quanto possibile e se c'è l'occasione di fare fisicamente qualcosa prestiamoci, perchè è nell'interesse di tutti, soprattutto considerando che i movimenti di destra stanno prendendo piede in tutta Europa.




lunedì 3 ottobre 2016

Lo scandalo Bettarini - Russo, perchè ne sono felice

Partiamo dagli albori, riporto quanto scritto su Globalist 2.0

Ecco cosa è accaduto.  Bettarini ha raccontato i molteplici tradimenti alla ex moglie che dice lui l'aveva tradito. Il pugile Clemente Russo dopo che aveva dato, nei giorni scorsi, del “friariell” a Bosco e del “b….o” a Signorini, ha dato della della “z…” alla Ventura, non solo, alla fine ha anche  aggiunto che lui al posto suo l’avrebbe ammazzata.


Bettarini ha raccontato nei dettagli di aver fatto sesso con Antonella Mosetti e Alessia Mancini mentre era sposato con la popolare presentatrice televisiva. L’ex calciatore sostiene che, nel 2006, aveva 4 amanti nessuna delle quali sapeva dell’esistenza delle altre. Cita Antonella Mosetti e Sara Varone. La prima “si era fatta trovare nuda nella suite di un Hotel di Roma, in Via Nazionale, a cavalcioni di una sedia e pulsava come un’anguilla”.

Non mi dilungo sui dettagli perchè il fatto ha già fatto il giro del web, l'hanno riportato un po' tutti e tutto sommato non c'è molto altro da dire, è una vicenda squallida, fatta di maschi latini fatti e finiti, muscolosi, abbronzati e attillati, confusi di testosterone che hanno avuto successo grazie a sport e agganci e che si confrontano sulle rispettive conquiste e rivendicazioni neanche il loro cazzo fosse lo strumento di misura del successo (probabilmente per loro è proprio così).
Poi cos'è successo? Il delirio, denunce (giustamente dalla Ventura e ci si augura dalle altre donne riportate nei commenti) e poi scandalo per le frasi, chiudiamo il programma ecc...Tutti sconvolti. Un po' come sempre, direi.



Parlare di "l'avrei ammazzata" in televisione, è distruggere la sacra patina di perfezione che normalmente attornia personaggi più o meno noti (in questo caso molto meno noti) che sono sempre pervasi da buoni sentimenti e simpatia o cancellati dalla storia. Sono tutti brave moglie e bravi mariti, con figli splendidi, senso della famiglia, non conoscono il concetto di droga se non per dire che è genericamente una cosa molto brutta, ed è normale che sia così anche se in Italia sono tutti particolarmente corretti tampinanti nella loro perfezione soprattutto che riguarda tutta la sfera famiglia/genuinità in un modo praticamente alienante se prendete persone che seguono davvero la televisione, infatti sanno vita morte e miracoli di tutti e come sono in casa è una delle prime cose che vi potranno riportare, soprattutto degli uomini (bravo padre, aiuta la moglie, è bravo in casa) della donna vi diranno molto meno, di solito hanno schede tristi fatte di gusti di gelato e cose così.  Lo "scorretto" è riservato ai "comici", ma per scorretto si intendono delle tristissime battutine trite, quelle alla Pierino maniera, dove i comici fanno faccette buffe e battute volgari e irriverenti solo per il tuo capo ufficio banalmente perchè il più delle volte sono semplicemente offensive verso  minoranze e ovviamente donne e campano di tormentoni urlati che sostanzialmente danno via libera al merchandising.

Poi arrivano loro due, i due bestioni da monta che rompono il perfetto equilibrio e li vogliamo  cancellare? No ragazzi, io voglio vederli più spesso in tv, voglio vederli bombardati di domande da gente intelligente, confrontati con i casi reali, voglio vedere giornalisti e giornaliste seri e serie acchiapparli e fargli domande, togliere il velo dell'uomo violento e in preda al misterioso fantomatico raptus, quell'uomo improvviso e nascosto nei meandri della nostra società, voglio estrarlo dall'illusione che esista solo nel buio e nel degrado, la grande paura dei bei quartieri e delle case con mobili ikea a prezzo medio alto, perchè sveliamo la maschera finalmente, di una mentalità che esiste e che è fatta di uomini che si sentono in diritto di passare sopra la volontà della donna perchè in fondo conta di meno, perchè in fondo non è affidabile quello che dice, da ciò che la riguarda personalmente, alle opinioni pubbliche al sesso, che diventa stupro (in fondo lo vuoi ammettilo è una delle frasi più riportate in assoluto e potete vederlo qui).


Questi uomini che si sentono in diritto di avere dei "peccatucci veniali" ma non sanno come gestire una situazione in cui la donna non faccia come il suo ruolo avesse promesso, un ruolo di dolcezza e compagnia, ci aggiungiamo in tempi moderni quello di essere sexy, furba e giovane, magari lavori, ma senza rompere i fatidici coglioni. Il maschilismo esiste, esiste nella mentalità profonda, esiste nelle confessioni cameratiste, nelle battute, nei valori familiari italiani, nelle riunioni di lavoro, esiste nelle conquiste fatte di scambi e opportunità, esiste sui viali, esiste nelle camere da letto impregnate di egoismo, esiste nei parchi di notte, esiste nei paesini quando ti vesti nel modo sbagliato, esiste quando "fai cose da uomo" e non sei sexy per esempio e non mantieni la tua promessa implicita di essere gradevole sopra ogni cosa, esiste quando non ti importa di essere perennemente gradevole, poco aggressiva, troppo carina, troppo o poco sempre di tutto, esiste ma lo vediamo solo davanti a una denuncia e o un femminicidio, e anche lì spesso viene preso per una vomitata esagerata del pensiero di quelle racchie frigide delle femministe che vogliono dare alle donne più visibilità degli uomini anche quando vengono uccise. Solo che le donne vengono uccise da uomini che le conoscono, gli uomini hanno dinamiche casuali, le donne hanno dinamiche ricorrenti con elementi specifici (familiarità dell'aggressore spesso corredata da precedente o attuale situazione sentimentale tra i due) e per le leggi della statistica questo evidenzia fenomeni sociali specifici, non è opinionismo, è reale.
Quindi questo programma non andrebbe cancellato per questo (per altre cose magari sì), ma dovrebbe essere ripreso per parlare di noi, gente seria dovrebbe abbassarsi e parlarne, anzi parlarci spaccando anche la divisione tra il divertentismo mediatico (che si permette qualsiasi cosa in nome della battuta) e la serietà giornalistica (che ascoltano solo gli accaniti fan di rai3, le persone sfigate e pochi altri perchè già lavori 8 ore al giorno, ti devi pure sorbire sta roba? ), e io direi un bel grazie a quelli che per audience o per sbaglio hanno lasciato visibile al pubblico questo dialogo, invito chiunque a parlarne, non tanto dei due manzi da niente, quanto del pensare al fatto che un po' tutti una conversazione così l'abbiamo sentita, vista o magari detta, invito chi si sentirà dire che tutto questo è esagerato, a rispondere anche ad amici o parenti che questo non è vero, invito gli uomini in primis, quelli che sono femministi (perchè sì è questo il termine per la parità uomo donna) ad avere un po' più di coraggio perchè la vostra parte non è solo chiusa nella vostra testa e nel fatto che voi ascoltate le donne, non stuprereste o picchiereste mai una donna o la rispettate in generale come vostro pari (no non è da ringraziarvi per questo) ma è nella vostra capacità di ampliare questo concetto al mondo maschile, che spesso è drammaticamente chiuso a queste conversazioni, (del resto perchè dovrebbero interessargli? Non è che abbia problemi di cui discutere).
Il maschilista, quello che manca di rispetto alle donne perchè in fondo sono sempre qualcosa di generico, esiste, magari iniziamo a guardarlo in faccia e chiamarlo con il suo nome fuori dai blog femministi, dai libri, ma dentro casa, dentro la televisione, non è un mostro che non ci riguarda, è lì, è qui.