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mercoledì 5 ottobre 2016

L'opinionismo dei diritti appanna l'UE

Come detto in un altro articolo che potete leggere qui, in Polonia sta accadendo l'impensabile dai tempi del dopoguerra (che non è poi così lontano in termini storici), si sta ricostituendo un regime eletto affine ai grandi regimi totalitari.
Come è possibile che un paese parte dell'Unione Europea ( dal 2004) possa modificare così velocemente la propria struttura politica interna senza ostacoli?
Come può un paese negare diritti quali aborto, fecondazione assistita in ospedali pubblici e educazione non influenzata da ideologie religiose e quindi non frutto di opinioni? 
La realtà dei fatti sta in un principio cardine, ovvero l'Unione Europea è prima di tutto un'unione economica, cioè se quello che succede riguarda gli scambi economici europei tutti a smazzarci di dibattiti, altrimenti un po' anche non ce ne frega e rispettiamo il tuo potere sovrano dello stato sui cittadini.
L'altro principio è quello per cui in effetti non è mai stato decretato un insieme di diritti fondamentali condivisi e precisi che andassero oltre il banale e generico diritto alla salute, alla vita, all'integrità ecc...
Questi diritti sono opinabili al loro interno, ovvero io ti garantisco il diritto alla salute che per me significa che puoi curarti negli ospedali pubblici ma non significa che tu possa abortire perchè non considero l'aborto un problema per la tua salute salvo quando la tua vita è in pericolo, questo, nel caso della Polonia, anche in caso di gravidanza per stupro o incesto.
L'importanza dell'opinione rispetto a scelte fondamentali che influenzano profondamente le vite delle persone è un grosso ostacolo alla lucidità con cui queste scelte devono essere prese.
Martha Nussbaum, pone questo problema nel suo libro sulla giustizia sociale e ci interroga sul grande dilemma religione (cultura) e diritti, certo se io impedisco a una società di perpetuare l'infibulazione sto calpestandone la cultura, ma questa cultura si basa su principi che ledono espressamente alcune categorie (nel totocalcio delle culture, nel 99% dei casi, le categorie vessate saranno FEMMINE, OMOSESSUALI e varie culture esterne opposte come ad esempio i Kurdi).
Come fare allora?
La Nussbaum è molto netta e poco disposta a scendere al compromesso culturale, e credo che sia una scelta logica e sensata, ovvero non posso far soffrire nessuna vita in nome di una tradizione violenta in cui si è casualmente trovata a nascere, e devo fare di tutto affinchè non ci siano lesioni psicologiche e fisiche alla persona. 
Portare avanti una gravidanza non desiderata non rientra in una lesione psicologica della donna e del bambino? E fisica? Il bambino non desiderato (per motivi anche molto validi come uno stupro, motivi economici o anche solo il non voler essere un genitore e rendersi responsabile di una creatura) dovrà essere anche cresciuto, dovrà essere curato, e ha il diritto di essere amato, accudito e nutrito così come la madre ha il diritto di provare quei sentimenti e non modificare interamente la propria vita in funzione di una scelta esterna, ha il diritto di non avere la responsabilità di un altro essere se non è in grado (per motivi diversi) di prendersela, perchè poi l'aborto è sempre molto particolare, cioè non puoi abortire ma il bambino è tuo, ne sarai responsabile, lo crescerai, nutrirai, sacrificherai il tuo tempo, sonno, soldi e quant'altro per lui. 
Secondo il principio della Nussbaum, io non posso negare una possibilità di accesso alle proprie capacità, cioè alla possibilità di compiere la propria potenzialità come essere umano in nome di una scelta negata per motivi culturali, ovvero, le possibilità tecnologiche ci sono, le strutture ci sono, ma limito l'aborto come possibilità in quanto Stato perchè seguo il principio religioso del modello di famiglia in cui la riproduzione è centrale e la donna ha meno voce in capitolo in quanto essere umano esistente rispetto al neonato potenziale. 
Si potrebbe rispondere che questo lo dovrei garantire al feto, ma se io ragionassi in questo modo, starei sostanzialmente negando i diritti a un essere umano compiuto per darli a un insieme di cellule, e a questo punto lo Stato dovrebbe intervenire sul diritto dell'uomo di masturbarsi perdendo importanti spermatozoi perfettamente in grado di diventare esseri umani una volta entrati nel grande ring dell'utero e sopravvivere in stile Highlander, tutto ciò nonostante l'espressa l'indicazione biblica di non disperdere il seme. Uno scandalo.
Higlander (l'attore) viene da uno spermatozoo che non è stato sprecato in un fazzoletto di carta e che probabilmente ha pensato: "Ne resterà uno solo!" - sì non c'entra ma mi ha fatto molto pensare

Se oltre la questione economica gli stati dell'Unione Europea si occupassero di diritti e sociale, una situazione come quella polacca verrebbe fermata, chi si trova a subirla attualmente è in un'incoerente baccello europeo che decide cosa deve produrre e consumare ma lo lascia a urlare al vento contro un'evidente ingiustizia.


martedì 4 ottobre 2016

Non solo Czarny Protest - Cosa sta succedendo in Polonia

Quello che stiamo vedendo in questi giorni è un momento di grande scontro tra il governo polacco e le donne polacche, sostenute dalle associazioni femministe. Quello che vediamo è però una punta di quello che è un insieme di manovre legislative molto gravi nel loro complesso, assolutamente legalizzate in quanto varate del governo eletto e in pieno cuore d'Europa quindi allo stesso tempo è un grosso problema, ma è anche legale, questo in pratica ci dice che a livello di potere fra stati abbiamo le mani legate.
Vi do qualche sunto in pillole per capire cosa succede nel complesso e non solo a livello di protesta (trovate più approfondimenti su questo articolo de Il Post):
  • Ottobre 2015 - viene insediato il nuovo governo eletto con primo partito Diritto e Giustizia, (Pis) un partito di destra di cui fa parte anche Beata Sydlo, prima ministra
  • Dicembre 2015 - prima grande manifestazione antigovernativa (50 mila persone) a Varsavia, seguita da una manifestazione progovernativa, le cause sono:
    • Leggi che gradualmente sembrano voler rendere illegale l'aborto (sappiamo oggi che i gruppi femministi avevano decisamente ragione)
    • Leggi che eliminano il supporto economico alla procreazione assistita negli ospedali pubblici, uno strumento peraltro molto utilizzato
    • Lo scavalcamento da parte del governo del Tribunale Costituzionale, dove sono stati eletti giudici direttamente dal governo che non vengono riconosciuti dal tribunale in quanto eletti incostituzionalmente, costituendo il blocco del tribunale in quanto non c'è legittimazione reciproca tra Tribunale Costituzionale e Stato (questo viene definito colpo di stato strisciante)
    • Inserimento diretto da parte del governo di persone affini al partito dominante, nei servizi segreti in primis e nella tv di stato e in generale in quanti più organi controllabili, con ruoli a fini direttivi
  • Dicembre 2015 - nasce il Comitato per la Difesa della Democrazia, che si occupa in primis di monitorare la situazione e organizzare le mobilitazioni
  • Il partito principale (Pis) promette il supporto della famiglia tradizionale e l'eliminazione dell'ideologia gender a fianco della Chiesa, inoltre, in caso di contrasto si definisce pronto a eliminare la propria sottoscrizione alla Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, decretando quindi apertamente il proprio mancato sostegno ai casi di violenza subiti dalle donne
  • 23 Settembre 2016 - il governo propone la legge antiaborto che consiste in una modifica della legge attuale, ossia che include come legale solo l'aborto per stupro, incesto, gravi lesioni irreparabili del feto, pericolo di vita della madre. La modifica restringe la legalità dell'aborto al solo caso di pericolo di vita della madre, di fatto rendendo la madre priva di qualsiasi diritto anche nei casi di stupro e incesto
  • 03 Ottobre 2016 - I gruppi femministi, i gruppi democratici e i privati entrano in sciopero e scendono in piazza a Varsavia vestiti di nero sotto il nome Czarny Protest (protesta in nero) per protestare contro le leggi sull'aborto, in varie parti del mondo si riscontrano proteste solidali e in generale discussione e promulgazione dell'argomento e della causa
Ora, non è necessario essere parte di un gruppo femminista o dichiararsi femministi (anche se sarebbe ora) per capire che la situazione è molto grave, quello che sta avvenendo è sostanzialmente un colpo di stato, sta succedendo attraverso un governo di destra che ha vinto promuovendo una certa idelogia della famiglia e che sta palesemente portando avanti questo ideale e ci riguarda tutti. Abbiamo già visto, in Europa un'escalation di manovre simili, noi italiani in primis lo sappiamo che questo è l'inizio di una dittatura che va fermata perchè in nome di ideologie distrugge le libertà di gruppi selezionati di individui e prima di accorgersene anche di tutti gli altri, per ora sono principalmente le donne (ma anche gli uomini visto che viene controllata l'informazione, e le donne non fanno figli da sole), probabilmente saranno presto presi di mira gli omosessuali e questo è evidente nel momento in cui si parla a di famiglia tradizionale e di ideologia gender, che peraltro non esiste e che verrà eliminata con programmi specifici nelle scuole in accordo con la Chiesa.
Non è facile fare qualcosa da privati, ma almeno teniamoci informati, condividiamo, mobilitiamo quanto possibile e se c'è l'occasione di fare fisicamente qualcosa prestiamoci, perchè è nell'interesse di tutti, soprattutto considerando che i movimenti di destra stanno prendendo piede in tutta Europa.